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Pantera alle Torbiere del Sebino: i risultati odierni del coordinamento attività di ricerca

giovedì, 20 agosto 2015

Iseo – Una missione di ricerca compiuta per un principio di precauzione, il cui obbiettivo principale era il rilevamento di tracce della possibile presenza di una pantera all’interno dell’area della Riserva naturale “Torbiere del Sebino”, situata fra i comuni di Iseo, Provaglio d’Iseo e Cortefranca. Un lavoro congiunto e di stretta collaborazione fra Carabinieri, Corpo forestale dello Stato, Vigili del fuoco, Polizia provinciale, CNSAS (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico – V Bresciana), UCLV (Unità di comando locale) Ospitaletto, GEV (Guardie ecologiche volontarie), ANA (Associazione nazionale Alpini) Palazzolo, la Polizia locale dei Comuni interessati, il Dipartimento di prevenzione veterinario dell’ASL di Brescia, oltre al supporto sanitario della Croce Rossa – NUE 112 e di un elicottero del II Nucleo Carabinieri Orio al Serio, rimasto per tutta la giornata in pronto impiego alla base, in caso di necessità.torbiere soccorso pantera

Il PCA (Posto di comando avanzato) era allestito presso il Centro accoglienza della riserva, l’area suddivisa in 12 zone, individuate dal Soccorso alpino, da marcare con un tracciato GPS; il percorso era riportato sui dispositivi in dotazione; i dati raccolti confluivano presso i Vigili del fuoco per l’analisi dei tracciati e l’orientamento delle attività di ricerca. Alle squadre, incaricate di perlustrare il territorio delle Torbiere, sono state assegnate le differenti zone, su un’area di circa 360 ettari, caratterizzate da un ambiente molto variabile, con canneti, specchi d’acqua, campi e strade, in cerca dei segni della eventuale presenza di un felino, in seguito alle segnalazioni pervenute. Nei giorni scorsi, erano state posizionate quattro gabbie a trappola con esche (ritagli di carne, pezzi di pollo e anche di pesce) e nove fotocamere. Era presente anche un appartenente alla Polizia provinciale, in qualità di addetto all’utilizzo del fucile narcotico.

Le tre tracce che sembravano più significative emerse oggi sono state ritrovate nella zona Sotto Stazione (un’impronta appartenente a un tasso), un’altra nei pressi della località Mulino Capponi, anche questa negativa, e una terza, costituita dalle probabili “fatte” (escrementi con una determinata posizione sul terreno), che si presume siano state prodotte da un animale carnivoro oppure onnivoro, di dimensioni non particolarmente grandi, appartenente alla fauna autoctona; il DNA sarà esaminato in laboratorio per escludere una provenienza in qualche modo collegata a un felino.

L’operazione è stata rilevante anche per la notevole collaborazione interforze, organizzata in tempi ridotti e per certi aspetti molto differente dalla normale attività di ricerca. Una presenza diffusa sul territorio e concentrata in un’area relativamente ristretta è stata resa possibile grazie al lavoro congiunto delle realtà istituzionali presenti e delle associazioni: una settantina le persone impegnate nel complesso, di cui quasi la metà personale volontario. Tutti hanno messo a disposizione competenze professionali, l’esperienza acquisita nell’ambito di ricerca, tecnologie di mappatura e rilevamento cartografico. Rispetto ai ritrovamenti emersi, è importante tenere presente il principio secondo cui l’assenza di una prova non è la prova di un’assenza: spetterà quindi alla Prefettura esaminare e valutare tutti gli elementi a disposizione, compresi gli esiti della giornata di oggi, per decidere in merito alla sicurezza e alla fruibilità della zona. Il tavolo tecnico si riunirà la prossima settimana.


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