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Orso ucciso in Val di Non: interrogazione della senatrice Blundo (M5S) al ministro Galletti

venerdì, 25 marzo 2016

Cles – Orso ucciso in Val di Non, reazioni e interrogazioni. Per il ritrovamento dell’ennesimo orso ucciso, in Val di Non il 21 marzo ed in relazione alla gestione degli orsi bruni da parte della Provincia Autonoma di Trento la senatrice Enza Blundo (Movimento 5Stelle)  ha presentato un’interrogazione al Ministro Galletti in merito all’ordinanza di rimozione dell’orsa KJ2.

“Durante la presentazione del Rapporto Orso 2015 del Dipartimento Fauna e Foreste trentino il 10 marzo – scrive la senatrice Blundo – è risultata la fallacia della previsione demografica della popolazione ursina per le troppe variabili, nonché il costante allargarsi delle zone antropizzate a discapito dell’areale selvatico. Tuttavia la Provincia Autonoma di Trento a fronte dei continui ed impuniti atti di bracconaggio, ha ottenuto dal Ministro Galletti assoluta autonomia nel controllo degli orsi che ritiene essere troppo numerosi, in base a censimenti contestati per metodologia e risultati da tutte le Associazioni ambientaliste”.

La Provincia di Trento da un lato ha voluto la reintroduzione del suo animale simbolo, dall’altro continua a sterilizzarne e detenerne in cattività esemplari come l’orsa DJ3, illecitamente rinchiusa dal maggio 2013 al Casteller. 

orso morto Val di Non 1

È alquanto curioso che mai negli ultimi 150 anni gli orsi bruni abbiano aggredito l’uomo, salvo che in Trentino dove, allo scadere dei finanziamenti europei del progetto Life Ursus, ben due orse con 3 cuccioli (Daniza e KJ2) nel giro di pochi mesi, in zone interessate dalla costruzione di strutture turistiche, avrebbero inseguito e ferito uomini soli che si sarebbero difesi a calci e pugni, senza poter chiamare soccorso in quanto privi di telefonino e che di conseguenza avrebbero camminato per chilometri per scendere a valle. In entrambi i casi mancano testimoni , accertamenti , perizie.

La senatrice Enza Blundo del M5S auspica “la sospensione quantomeno in via cautelare della “rimozione” tramite cattura o uccisione dell’orsa KJ2,mamma di 3 cuccioli, non solo per i dubbi sollevati sulla legittimità dell’ordinanza emessa dalla Provincia autonoma di Trento nel giugno 2015, ma specialmente per evitare il reato di danneggiamento del patrimonio indisponibile dello Stato costituito dalla fauna selvatica particolarmente protetta e a rischio d’estinzione”.


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