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Operazioni dei carabinieri nel Bresciano: sul Garda sequestrati reperti archeologici

martedì, 9 settembre 2014

Gardone Val Trompia – Doppia operazione nel Bresciano da parte dei carabinieri.  I militari di Cazzago San Martino hanno tratto in arresto in arresto un 23enne ed un 37enne entrambi residenti a Coccaglio (BS) con l’accusa di furto aggravato in concorso. 

Nella circostanza i militari, insospettiti dalla recinzione manomessa, sorprendevano i due all’interno di un capannone industriale ubicato in Via Caduti del Lavoro mentre erano intenti ad asportare vari infissi in alluminio, tra cui porte e finestre, oltre che parti dell’impianto elettrico ed idraulico.

Gli arrestati terminate le formalità di rito venivano accompagnati in regime di detenzione domiciliare presso le rispettive abitazioni in attesa del rito per direttissima avvenuto nella mattinata odierna, al seguito del quale, sono stati condannati ad un anno di reclusione con pena sospesa e per il solo 23enne con l’obbligo di dimora e permanenza in casa dalle 21 alle 7.

SUL GARDA SEQUESTRATI REPERTI ARCHELOGICI PER 80MILA EURO: ARRESTO E DENUNCEcarabinieri

Nell’ambito dell’attività di repressione della criminalità sul Garda posta in essere dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Desenzano del Garda, nella serata di sabato 06 settembre 2014, si predisponeva un servizio di controllo del territorio nei pressi della stazione ferroviaria di Desenzano.

I militari operanti, insospettiti dall’atteggiamento di un individuo appena uscito dalla stazione che trasportava un bagaglio apparentemente molto pesante, decidevano di monitorarne i movimenti.

Il soggetto, di origini laziali, si incontrava con altri tre individui e, dopo essersi accordato nel senso, consegnava il bagaglio ad uno di loro, un cinquantasettenne siciliano, dietro corresponsione di denaro contante.

A tal punto, gli operanti decidevano di intervenire, intimando all’individuo di mostrare il contenuto della borsa e potendo così constatare che al suo interno vi erano dei manufatti apparentemente di valore archeologico, che lo stesso stava ricevendo in cambio di 8.500 euro in contanti.

Dopo gli accertamenti del caso e opportuna perizia a cura della soprintendenza della regione Lombardia, si procedeva al sequestro dei seguenti manufatti rinvenuti nel corso dell’intera operazione, a seguito di perquisizioni locali e personali:
-un cratere a campana frammentato a figure rosse, riconducibile ad un contesto dell’Italia meridionale di ambito Magno Greco;
-un mascherone in marmo bianco riconducibile genericamente all’età antica;
-un bronzetto raffigurante satiro o fauno attribuibile genericamente all’età antica;
-sei monete in bronzo risalenti genericamente all’età antica.

I beni culturali sarebbero stati acquistati per poi essere verosimilmente posti all’asta, probabilmente su piazze estere, per un valore di realizzo che si aggira attorno agli 80.000 euro di base.

Il cinquantasettenne siciliano veniva tratto in arresto per ricettazione in concorso ed impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato italiano, mentre gli altri 3 soggetti, tutti maggiorenni, venivano deferiti in s.l. ai sensi dell’art. 176 d.lgs. 42/2004 (sulla tutela dei beni culturali dello Stato).

In data odierna è stato convalidato l’arresto ed il soggetto è stato condannato ad un anno ed otto mesi di reclusione – pena sospesa – ed alla multa di euro 1.000,00. Il giudice ha ordinato la restituzione allo Stato dei beni culturali ricevuti dal soggetto tratto in arresto.


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