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Operazione “Mulli”: i carabinieri di Trento hanno arrestato una banda di ladri. Sei albanesi in carcere

martedì, 22 novembre 2016

Trento – Smantellato sodalizio criminoso dedito ai furti in appartamento, eseguite dai carabinieri sei misure cautelari in carcere. Nelle prime ore di oggi i militari del Comando Compagnia di Trento hanno dato esecuzione a sei ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal GIP del Tribunale di Trento, su richiesta della Procura, che ha recepito le relative risultanze investigative del dipendente comando stazione di Vallelaghi, nei confronti di 6 cittadini albanesi dimoranti nelle province di Trento, Milano e Prato.

Gli investigatori hanno raccolto inconfutabili elementi di colpevolezza in ordine ai reati di associazione per delinquere (articolo 416 c.p.), poiché si associavano tra loro allo scopo di commettere più delitti contro il patrimonio, con riguardo agliarticoli 624 bis, 625 c.p., in danno di abitazioni private con il fine di asportare casseforti, denaro, gioielli e valori in genere, site in province di Trento e Bolzano.

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L’indagine , convenzionalmente denominata “MULLI” (smerigliatrice in lingua albanese, trae origine dalla necessità di disarticolare un sodalizio criminale dedito al furto con scasso nelle private abitazioni), sviluppata nel periodo gennaio – ottobre 2016 , nasce a seguito di un tentativo di furto effettuato in Terlago (Trento) per il quale i militari della stazione Vallelaghi impegnati in apposito servizio di prevenzione dei reati predatori “intercettano” un’autovettura Ford Focus con a bordo un 22enne che percorreva le vie adiacenti all’obiettivo visitato a bassa velocità e nel baule aveva la disponibilità di una grossa mole a disco, alcuni cacciavite e dei ” piedi di porco”. Il riscontro, effettuato nell’immediatezza dell’episodio , ha consentito in seguito , grazie anche ad indagini tecniche e servizi ad hoc,  di raccogliere elementi in ordine alle responsabilità del sodalizio in almeno 50 furti, tutti effettuati con effrazione in abitazioni per il periodo dal novembre al giugno 2016, per un valore complessivo della merce asportata di circa 300 mila euro.

Gli arrestati, Rica Astrit, Pepa Nikolin e Gjeci Mikel, e i tre ricercati, tutti albanesi di età compresa tra i 22 e i 43 anni, avevano dei ruoli ben precisi (alcuni si occupavano di effettuare i sopralluoghi sugli obiettivi da “visitare”, altri si occupavano della “logistica” ovvero delle auto da utilizzare per i colpi e del garage dove nascondere la refurtiva in attesa di rivenderla).

Una 35enne albanese, moglie di uno dei sei uomini colpiti da ordine di custodia cautelare, è stata altresì denunciata in stato di libertà per concorso in associazione a delinquere finalizzato alla commissione di reati predatori. A suo nome una delle autovetture utilizzate per i colpi ed il contratto di locazione del garage sito in via Pranzelores dove gli appartenenti al sodalizio celavano la refurtiva.

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I COLPI
Nel novembre 2013 il territorio della Valle dei Laghi e della città di Trento era stato eletto, nelle ore serali, teatro per le scorribande di un sodalizio criminale dedito al furto con scasso in abitazione.

I sopralluoghi effettuati avevano subito permesso di stabilire, per il modus-operandi nell’effrazione, che si trattava sempre del medesimo gruppo. I testimoni e le immagini dei sistemi di videosorveglianza avevano permesso di stabilire che il gruppo operava spostandosi a bordo di una Lancia Y di colore grigio chiaro.

Nel periodo ricompreso tra ottobre 2015 e maggio 2016 si riproponevano nella Valle dei Laghi dei furti con effrazione in private abitazioni in cui la metodologia usata dai malfattori per penetrare nelle case rispecchiava quella dell’autunno 2013.

Il gruppo criminale entrava nelle abitazioni, qualora individuava la presenza di casseforti a muro, provvedeva a tagliarle mediante l’uso di una mola a disco professionale. Al fine di infrenare l’odioso fenomeno venivano organizzati servizi preventivi utili ad individuare la vettura dei malviventi.

L’attività era premiata la sera del 16 febbraio 2016 quando a Calavino una pattuglia della stazione carabinieri di Vallelaghi riusciva a fermare una Ford Focus nera con a bordo il ‘palo’ con la mola a disco e dei grossi cacciavite. Quella stessa sera i malviventi stavano tentando l’irruzione in una villetta , azione criminale interrotta dal proprietario che accortosi che i malviventi stavano provvedendo a girare le telecamere della videosorveglianza faceva scattare immediatamente l’allarme acustico e avvisava prontamente il «112».

LE INDAGINI TECNICHE – Convinti di essere sulla giusta pista in accordo con la Procura della Repubblica di Trento erano immediatamente attivati servizi tecnici che consentivano nel corso di 4 mesi di raccogliere elementi probatori inconfutabili e utili ad addebitare al sodalizio la commissione di 51 furti in private abitazioni con un danno complessivo calcolato per difetto in circa 300mila euro.

GLI ARRESTI - Eseguiti dei riscontri alle acquisizioni investigative estrinsecatesi in intercettazioni telefoniche, ambientali e servizi di O.C.P. in abiti civili, sono state emesse dalG.I.P. del Tribunale di Trento su richiesta della Procura 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di altrettanti albanesi ritenuti responsabili dei delitti di associazione per delinquere finalizzata ai furti in abitazioni.


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