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Operazione “Lo Zanza”, i carabinieri di Canal San Bovo smascherano truffatore e denunciano tre persone. I retroscena

giovedì, 11 maggio 2017

Trento – I carabinieri di Canal San Bovo (Trento) hanno smascherano un truffatore e tre persone sono state denunciate. L’indagine denominata “Lo Zanza” (persona che truffa per mantenersi nella bella vita) trae origine dalla denuncia presentata presso la stazione dei carabinieri di Canal San Bovo il 28 settembre scorso da un veneto, classe 1953, residente sempre a Canal San Bovo, divorziato, nullafacente, che dichiarava di aver subito un grosso furto di opere d’arte, di orologi di pregio e denaro presso la sua abitazione. Il fatto era accaduto il giorno prima e il danno denunciato era di circa euro 65mila euro, coperto da assicurazione.carabinieri Lo zanza 01

Nella denuncia, al fine di depistare le indagini, dichiarava di nutrire sospetti sul vicino di casa, quale autore del furto. Le successive indagini e le relative risultanze, confrontate con quanto dichiarato dall’interessato nella denuncia, hanno subito fatto emergere gravi contraddizioni nel racconto ed anomalie che, analizzate nei minimi dettagli, hanno permesso poi di stabilire che si trattava di una falsa denuncia di furto, quindi di una simulazione del furto, finalizzata alla truffa ai danni dell’assicurazione, con relativa calunnia ai danni di terzi (le persone indicate come sospettati e sul conto dei quali erano state dapprima orientate le indagini).

E’ quindi emerso che il movente della simulazione è riconducibile alle particolari difficoltà economiche in cui versa il 64enne veneto. Nel corso dell’indagine si è accertato il coinvolgimento della convivente Z.N.M., titolare di un centro estetico in Rovigo e del gallerista C. F. sempre rovigano.

Le successive perquisizioni effettuate ai danni degli indagati, hanno permesso di rinvenire presso l’abitazione di S.F.V. l’orologio di pregio “Rado”, proprio uno di quelli denunciati quali beni rubati del valore di 8.500 euro, nonché l’attrezzo utilizzato per eseguire lo scasso degli infissi di accesso all’abitazione.

Presso la casa di Rovigo di Z.N. è stata poi rinvenuta un’iconografia del 1800 raffigurante il battesimo di Cristo, anche questa opera era stata denunciata, tra le altre, come oggetto del furto del valore di 1.000 euro.

Durante le operazioni di ricerca presso l’abitazione del principale indagato e della sua convivente, sono state anche rinvenuti e sequestrati, in quanto illegalmente detenuti, 33 reperti archeologici (crateri, brocche, piatti, vasi e coppe) databili tra il V ed il IV secolo a.c., provenienti dalla Puglia e 10 reperti archeologici trentini (anelli, puntale di lancia, spilla), risalenti all’età del Bronzo, nonché due sciabole risalenti all’impero austro-ungarico ed un fucile.Lo zanza 1

Il tutto per un valore, stimato dalla Sovrintendenza per i Beni Culturali della Provincia di Trento, ente intervenuto nelle fasi di repertazione e per la consulenza tecnico qualificata, di almeno 25mila euro. L’attività di indagine ha inoltre permesso di evidenziare che due opere d’arte del maestro Salvatore Fiume, “Somale al vento” ed “Isole di pietra”, in epoca successiva alla denuncia di furto, erano state trasportate, dai conviventi indagati, e depositate, in conto vendita, presso il gallerista C.F., il quale le aveva poi proposte in televendita, su una emittente televisiva locale.  Le opere erano state registrate sotto falso nome, tutt’oggi non sono ancora state rinvenute e il loro valore ammonta a circa 18mila euro.

L’indagine è stata coordinata dal sostituto procuratore Maria Colpani, della Procura della Repubblica di Trento.
Sono state complessivamente eseguite 9 perquisizioni che hanno interessato, oltre che Canal San Bovo, i comuni di Rovigo, Adria (Rovigo) e Piazzola sul Brenta (Padova).

All’indagine hanno partecipato, oltre al personale della stazione carabinieri di Canal San Bovo, anche quello dell’Aliquota Operativa di Cavalese e del Nucelo T.P.C. (Tutela Patrimonio Culturale) di Udine.

L’attività investigativa finora condotta ha permesso di deferire in stato di libertà i predetti tre indagati per concorso in: simulazione di reato finalizzata alla truffa assicurativa: sostituzione di persona ed illecito possesso di reperti archeologici. S.F. anche per calunnia.

L’istanza di dissequestro della merce, avanzata dall’indagato tramite i suoi legali di fiducia, in data 2 maggio 2017, è stata rigettata dal Tribunale del Riesame di Trento, ritenendola infondata.

Per ultimo, la compagnia Assicuratrice Allianz, nella persona dei suoi rappresentanti e tramite il loro legale di fiducia, in data 5 maggio hanno depositato direttamente presso la Procura della Repubblica di Trento la denuncia-querela nei confronti di tutte le persone autori della truffa ai danni della loro assicurazione.


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