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Operazione “KU JE” della Squadra Mobile di Trento: arrestate per spaccio 22 persone tra Bolzano, Trento e Brescia

venerdì, 16 settembre 2016

Trento – Operazione della Polizia di Stato, fermata a Trento banda criminale di albanesi e tunisini spacciatori. La Squadra Mobile della Questura di Trento, la Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato presso il Tribunale di Trento, la Squadra Mobile di Bolzano, Brescia, il Reparto Prevenzione Crimine della Lombardia ed i cinofili della Polizia di Stato di Padova, hanno eseguito 16 misure cautelari di cui 15 in carcere, una agli arresti domiciliari e 6 perquisizioni locali nei confronti di una organizzazione criminale composta da albanesi e tunisini dedita al traffico di sostanze stupefacenti.

polizia Trento 1Iniziata alle prime luci dell’alba di ieri, l’operazione “KU JE” ha portato alla luce un vasto traffico di droga tra Trento, Bolzano e Brescia gestito da albanesi residenti in Italia.

L ’organizzazione criminale che era riuscita a inserirsi stabilmente nel tessuto sociale trentino aveva creato una struttura piramidale il cui vertice era retto da esponenti criminali albanesi che utilizzavano per lo spaccio in piazza manovalanza tunisina o algerina.

Il bilancio dell’indagine, coordinata dal dottor Davide Ognibene, Sostituto Procuratore DDA della Procura della Repubblica di Trento e condotta dalla Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura è di 6 arresti e 22 custodie cautelari per un totale di 28 provvedimenti cautelari e precautelari.

Allo stato sono state arrestate 22 persone (6 dei quali avvenuti da ottobre 2015 a febbraio 2016), 15 denunciati a piede libero e 9 perquisizioni personali, per un totale di 52 persone, coinvolte a vario titolo. Sono tuttora ricercate 6 persone.

Sono stati, inoltre, sequestrati: circa 4 chili di sostanze stupefacenti (1,7 kg di cocaina, 2,2 kg. di eroina) e accertati circa 1.000 episodi di spaccio al dettaglio per un quantitativo di circa 1,5 chili di eroina-cocaina. Per un valore complessivo sul mercato al dettaglio di circa 800mila euro. Sono stati, infine, sequestrati circa 10mila euro

L’indagine partita nella seconda metà del 2015, aveva condotto gli investigatori, dopo alcuni sequestri di sostanze stupefacenti avvenute nei confronti di un tunisino, già noto alle forze di polizia, a comprendere come sulla piazza di Trento gli spacciatori al “dettaglio” nordafricani si rifornivano attraverso una rete di Albanesi che avevano costituito una capillare organizzazione criminale, composta da connazionali già inseriti in un contesto lavorativo e conoscitori della realtà trentina.

I trafficanti per destare meno attenzione dei poliziotti fornivano la droga ai tunisini utilizzando i locali di esercizi pubblici poco distanti dai luoghi di residenza, rientrando nelle proprie abitazioni e con le proprie famiglie dopo la consegna dello stupefacente.

Questo stratagemma non è stato, però, sufficiente ad ingannare gli investigatori che hanno pazientemente ricostruito la rete di contatti individuando fornitori, spacciatori ed acquirenti gravitanti sulla piazza di Trento. Al termine dell’indagine, coordinata dalla DDA di Trento, il Sostituto Procuratore della Repubblica Davide Ognibene chiedeva ed otteneva 22 provvedimenti cautelari e 9 perquisizioni eseguiti nelle prime ore del 15 settembre da un centinaio di poliziotti, decisi a smantellare questa vasta organizzazione criminale che in poco tempo aveva fortemente inciso nelle dinamiche di spaccio delle sostanze stupefacenti nella città di Trento.


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