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Operazione “Ghost Shower”: truffatore arrestato dai carabinieri di Canal San Bovo

venerdì, 18 novembre 2016

Trento – Operazione “Ghost Shower”. Dopo la campagna antitruffa messa in campo dai Carabinieri di Trento, anche con la creazione di un depliant contenente consigli utili per le persone deboli e gli innumerevoli incontri che tutti i comandanti di stazioni hanno avuto con le rispettive popolazioni, nei luoghi di aggregazione, anche alla fine delle celebrazioni eucaristiche, tra il mese di ottobre e novembre la stazione carabinieri di Canal San Bovo (Trento) ha ricevuto 5 denunce sporte da persone anziane, che avevano trovato il “coraggio” di denunciare di essere stati contattate da un call center di una ditta Veneta, che proponeva l’installazione di un box doccia in molti casi provvisto di specifici accessori per l’utilizzo da parte di persone invalide, in sostituzione della vecchia vasca da bagno.

carabinieri cavalese predazzo

Successivamente, a seguito degli accordi verbali, si era presentata presso le rispettive abitazioni Ivan Bianco (veneziano, classe ’59) il quale, attraverso subdoli artifizi e raggiri, prospettava la possibilità di realizzare i lavori pattuiti in un solo giorno, ad un prezzo particolarmente vantaggioso, inducendo così in errore le vittime che, in buona fede sottoscrivevano i contratti di fornitura e posa in opera del materiale. Astuta è risultata anche la metodologia di selezione dei soggetti da colpire, individuati attraverso l’elenco telefonico che vede ormai come utenti persone di una certa in età in considerazione del sopravvento degli smart phone.

La successiva analisi dei contratti evidenziava come gli stessi fossero sin dall’origine viziati sia nel contenuto che nella forma in quanto non venivano sbarrate le caselle dei sanitari prescelti, né veniva mai indicato l’inizio e la fine dei lavori, seppur concordato verbalmente, sfruttando la mancanza di lucidità delle anziane vittime. Ivan Bianco quindi, si faceva versare un acconto tramite bonifico bancario, pari alla metà dell’importo concordato (circa 1.500 Euro a contratto) e dopo averlo incassato, si rendeva irreperibile, senza mai adempiere a quanto concordato lasciando il lavori in fase iniziale. Nessun risultato sortivano purtroppo le disperate sollecitazioni delle parti offese, che si trovavano il bagno semi distrutto e pregiudicato nelle sue funzionalità, causando un grave danno alle stesse, basti pensare che alcune di esse erano persone invalide ed affette da degenerazioni neurologiche croniche oppure non deambulanti.

Sulla scorta delle denunce raccolte, la stazione carabinieri di Canal San Bovo ha dato inizio ad un articolata quanto caparbia attività investigativa coordinata inizialmente da Pm Maria Colpani della Procura della Repubblica di Trento, poi passata per competenza territoriale alla Procura di Venezia, che ha riunito più procedimenti aperti da diverse Procure per analoghi episodi delittuosi commessi in un raggio geografico compreso in quasi tutto il Nord Est, tutti riconducibili ad un unico soggetto, che aveva concretizzato le progettualità criminose in un arco temporale compreso tra il 2014 , 2015 e 2016, agendo sempre in danno della categoria di persone compresa nelle “fasce deboli”.

Dall’attenta analisi della movimentazione bancaria, gli inquirenti della stazione carabinieri di Canal San Bovo (Trento), hanno accertato entrate mensili nelle casse dell’indagato di ben 20mila euro, per un ammontare complessivo dell’intera attività delittuosa stimato in 500mila euro.

Gli univoci elementi di carattere probatorio raccolti dalla penetrante azione investigativa dei carabinieri di Canal San Bovo, coordinata nelle fasi più salienti dal Sostituto Procuratore della Repubblica Dottor Roberto Terzo, hanno consentito all’Ufficio del Gip del Tribunale di Venezia, di emettere un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di Ivan Bianco, 57enne di Musile di Piave (Venezia), eseguita dai carabinieri di Canal San Bovo (Trento) nella mattinata del 16 novembre, dopo essere stato localizzato in Noventa di Piave (Venezia), per essere poi rinchiuso nella Carcere di Venezia.

La prima disanima dell’enorme mole di materiale rinvenuto a seguito della perquisizione domiciliare effettuata all’atto del suo arresto, ha consentito di scoprire ben 73 nuove presunte truffe che vanno sommate alle 112 già cristallizzate dalle investigazioni per un totale di 185 truffe.

Particolarmente disvelanti e meschini sono risultati i contenuti delle 185 cartelle sequestrate, catalogate secondo le caratteristiche fisiche e punti di criticità delle vittime con diciture del tipo: “disabile”, “novantenne”, “senza una gamba” “vedevo” “in carrozzina”, strumentali per la realizzazione delle progettualità criminose.

Sulla scorta di quanto accertato, i carabinieri invitano la popolazione a prestare attenzione a proposte vantaggiose avanzate da persone sconosciute e non referenziate.


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