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Operazione Carpe Codicem: offrivano servizi di hacking su Internet, identificati e denunciati dalla Polizia di Stato

giovedì, 19 maggio 2016

Trento – Tre mesi di accurate indagini, che hanno portato la Polizia Postale e delle Comunicazioni ad individuare due hacker che offrivano le proprie prestazioni a pagamento sul sito www.cercohacker.com.digitale innovazione tecnica

Gli uomini dei Compartimenti di Venezia, supportati dai colleghi di Trento e Firenze, e coordinati dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, hanno dato esecuzione, all’alba di ieri, ai decreti di perquisizione disposti dall’A.G. lagunare a carico di due soggetti di 31 e 25 anni, residenti nell’alto vicentino e apparentemente estranei al mondo dell’informatica.

Il sito, attivato nel 2015, pubblicizzava non meglio precisati servizi di hacking e aveva, curiosamente, una ferrea policy aziendale con la quale si escludeva, tassativamente, qualsiasi forma di ausilio informatico alle attività riguardanti il terrorismo e la pedopornografia.

L’esclusione di questi due campi di azione, di non poco rilievo, anzi a segnare una distanza netta da simili abietti fenomeni, non ha però distolto l’attenzione degli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni i quali, a seguito di una segnalazione pervenuta al Compartimento di Catania, hanno dato il via ad una minuziosa indagine dalla quale è emerso che i servizi pubblicamente offerti costituivano illecite e pericolose intrusioni nelle comunicazioni informatiche e telematiche.

Nello specifico, gli hacker mettevano a disposizione le proprie “professionalità” per recuperare password di social network o di account e-mail, installare software spia per carpire i dati di whatsapp, forzare sistemi di sicurezza privati e aziendali riuscendo, persino, a modificare i voti universitari.

All’individuazione degli hacker, si è arrivati grazie all’analisi dei flussi monetari delle carte di credito comunicate agli utenti per effettuare l’accredito del pagamento degli illeciti servizi, caratterizzati da movimentazioni anomale per numero e per importi.

Il materiale informatico sequestrato è ora al vaglio degli inquirenti al fine di delineare il sodalizio criminoso e la sua effettiva caratura criminale mentre i due uomini sono stati denunciati per accesso abusivo a sistema informatico e installazione di apparecchiature atte a intercettare o impedire comunicazioni telegrafiche o telefoniche.

L’intera indagine si inserisce nella più ampia attività di repressione dei crimini informatici aventi quale obiettivo primario le principali infrastrutture informatizzate del nostro Paese e per le quali viene assicurato un costante monitoraggio da parte del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Critiche.


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