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Operazione Arancia Meccanica, il Dna ha incastrato la gang

sabato, 17 giugno 2017

Cavalese – Operazione “Arancia Meccanica”, nuovi sviluppi nell’indagine del carabinieri della Compagnia di Cavalese (Trento). L’indagine,”Arancia Meccanica” , prende avvio dal raid predatorio, in danno di tre abitazioni private, compiuto la notte del 8 settembre 2016 nell’abitato di Cembra Lisignago (Trento). In quell’occasione quattro degli indagati erano partiti da Trento alla volta della valle di Cembra già con lo scopo prefisso di compiere più reati possibile e di racimolare il miglior profitto possibile, che quella notte si è concretizzato con il furto di una motosega e di un Quad, poi abbandonato incidentato a Trento. L’attività illecita posta in essere quella notte è stata interrotta solamente per il risveglio di una delle possibili vittime, causato dall’impianto d’allarme.Arancia Meccanica Trento 10

Nei mesi successivi la città di Trento veniva colpita da una sequenza di condotte delinquenziali che destavano notevole allarme sociale nella popolazione in quanto veniva compiuti, anche nel corso della stessa serata/nottata più furti (in danno di attività commerciali e ricettive) e rapine in danno dei malcapitati che finivano nel mirino degli indagati.

Il proficuo avvio delle indagini è stato caratterizzato, oltre che dall’esame degli elementi immediatamente acquisiti (immagini e tabulati telefonici), soprattutto dall’importante scambio info-investigativo fra l’Arma di Cavalese e i carabinieri della Compagnia di Trento e gli uomini della Squadra Mobile di Trento, che ovviamente procedevano per i singoli episodi che accadevano soprattutto nella città di Trento. Come detto, creando un allarme sociale, soprattutto tra i commercianti. Preziosa è stata la loro attività nel ricostruire il vincolo associativo degli indagati, infatti ha permesso di raccogliere quasi da subito importanti elementi probatori a carico dell’intero sodalizio criminale.

Si è potuto appurare, sin dai primi episodi delittuosi, che i giovani facenti parte dell’associazione criminale, erano caratterizzati dalla comune ed estrema spregiudicatezza, noncuranza e disinteresse per il prossimo e l’altrui proprietà, tanto da non prendere in considerazione neanche le lesioni che causavano alle loro vittime, che venivano aggredite sempre con la stessa tecnica: presa alle spalle (casi di rapina) con compressione all’altezza del collo in modo da tramortirle per poi lasciarle stordite e a volte anche prive di sensi sul selciato, per rubargli facilmente telefoni e denaro.

Nel caso delle “spaccate” compiute a Trento, in alcuni casi sono stati più i danni causati alle vetrate ed alla mobilia che non il denaro e beni asportati. “Spaccate” che venivano compiute con oggetti rinvenuti nei loro pressi, come ad esempio grosse pietre. Gli indagati, coetanei fra loro, dopo aversi dato appuntamento, decidevano sul momento l’obiettivo da colpire. Scelto purché fruttasse un buon bottino.

Un ulteriore apporto alle indagini è stato fornito dalle investigazioni scientifiche infatti dall’attività di sopralluogo fatto dalla squadra rilievi del Reparto Operativo di Trento, si è riusciti ad isolare un dna risultato essere di una degli indagati. In sostanza in fase di sopralluogo dall’Arma di Trento sono state individuate delle tracce biologiche che, poi, il RIS di Parma riusciva a collegarle ad uno degli indagati.

L’attività dell’associazione a delinquere può essere cosi riassunti tenendo conto degli eventi di maggior rilievo:
- 02/11/2016 veniva commessa a Trento una rapina di un cellulare in danno di un 50 enne Trentino.
- 05/11/2016 due giovani ventenni venivano rapinati a Trento, di un’ingente somma di denaro e del loro cellulare, inoltre una delle vittime anche riportava gravi lesioni in seguito alla rapina.
- 06/11/2016 venivano commessi due furti di denaro e materiale informatico presso due esercizi commerciali di Trento.
- 09/11/2016 a Trento, venivano rubati a due studenti 20enni, che si trovavano ad una festa presso la facoltà di ingegneria di Trento, i rispettivi telefoni cellulari. Uno di questi telefoni veniva rinvenuto e restituito alla vittima già nel corso delle indagini.
- 10/11/2016 a Trento veniva rapinato un giovane 20 enne veronese del suo telefono cellulare
- 17/11/2016 a Trento veniva rapinato un giovane 25 enne magrebino del suo telefono cellulare che riportava anche delle lesioni. Anche in questo caso la refurtiva veniva individuata e recuperata nel corso delle indagini a Milano.
- 17/11/2016 a Trento veniva rubato un telefono cellulare ad una donna 40 enne. Anche in questo caso veniva recuperata la refurtiva nel corso delle indagini.
- 03/12/2016 a Trento, venivano commessi due furti in danno di una tabaccheria e di un negozio di abbigliamento che fruttavano ai ladri denaro, abbigliamento e gratta e vinci.
- 11/12/2016 a Trento veniva commesso il furto presso un ristorante
- 18/12/2017 a Trento venivano commessi alcuni furti presso attività commerciali, negozi ed uffici, che fruttavano ai ladri, denaro, abbigliamento e materiale informatico.
- 22/12/2016 a Trento veniva compiuto un furto presso un esercizio commerciale. In questo caso è stata recuperata parte della refurtiva che è stata riconsegnata agli aventi diritto.
- 05/02/2017 in val Lagarina venivano controllati dai Carabinieri di Rovereto (Trento) Pablo Berto e Arton Iseni mentre erano in possesso di strumenti di effrazione, che le successive indagini hanno permesso di scoprire che erano stati utilizzato per commettere un furto in abitazione e di tentarne altri due.

Numerosi gli esercizi commerciali colpiti dalla gang.


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