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Operazione “Arancia Meccanica”: 6 arresti da parte dei carabinieri di Cavalese

venerdì, 16 giugno 2017

Cavalese – Operazione “Arancia Meccanica”, sei arresti dei carabinieri della Compagnia di Cavalese e comando provinciale di Trento. I militari hanno smantellato l’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di furti e rapine.

Più di 50 militari delle compagnie carabinieri di Cavalese, Trento e Borgo Valsugana sono stati impegnati fin dalle prime ore del mattino nell’esecuzione di sei provvedimenti cautelari (4 in carcere e 2 agli arresti domiciliari), emessi con ordinanza dal Gip del Tribunale di Trento che ha pienamente condiviso quanto richiesto dalla DDA di Trento, (Pm Davide Ognibene) in relazione alle risultanze investigative dei carabinieri di Cavalese e di Trento, nonché nell’esecuzione di alcune perquisizioni con obiettivi dislocati in Trento, Borgo Valsugana e Milano.
Arancia meccanica 01

L’investigazione ha permesso di smantellare un’associazione a delinquere, composta da una decina di giovani, in prevalenza provenienti dalla città di Trento, ritenuta responsabile, tra il mese di settembre 2016 ed il mese di febbraio 2017, di ben 6 rapine, 16 furti in abitazione ed attività ricettive e commerciali e di 5 tentati furti, perpetrati nella città di Trento e provincia.

L’indagine convenzionalmente denominata “Arancia Meccanica” per le condotte violente ed aggressive poste in essere da alcuni dei componenti dell’associazione criminale, nasce dagli accertamenti esperiti a seguito di un raid predatorio in danno di private abitazioni avvenuto nella notte tra l’8 ed il 9 settembre 2016 nel comune di Cembra-Lisignago, ove furono consumati due furti e ne fu tentato un terzo.

Dalle prime indagini fu immortalato dalle videocamere un gruppo di 4 malviventi che nella circostanza, partito da Trento si era diretto nella valle di Cembra proprio per compiere un’ampia azione delittuosa verso più obiettivi. Infatti in quell’occasione, furono trafugati denaro, un motociclo tipo “Quad” ed una motosega di medio valore.

L’INDAGINE - Da qui si è sviluppata poi il resto delle attività d’investigazione, consistite nell’esame delle immagini di videosorveglianza e nelle analisi dei tabulati telefonici nonché dai rapporti info-investigativo tenuti con l’Aliquota Operativa CC di Trento e la Squadra Mobile della Polizia di Trento, veniva individuato un primo gruppo di giovani che si era reso già responsabile di gravi fatti delittuosi commessi in Trento, fra i quali rapine perpetrate nel mese di ottobre e novembre 2016 ed alcuni furti in danno di esercizi commerciali di Trento compiuti fra il novembre e dicembre 2016, eventi che avevano creato all’epoca notevole allarme sociale in Trento.

Le successive attività tecniche di intercettazione telefonica, delegate all’Aliquota Operativa di Cavalese dal PM Davide Ognibene ed i relativi servizi di riscontro svolti sul territorio in collaborazione con i militari del N.O.R. di Trento, permettevano di individuare ulteriori soggetti facenti parte dell’associazione criminale, che venivano pertanto colpiti dalle presenti misure cautelari.

Il modus operandi utilizzato dagli associati della consorteria criminale era sempre lo stesso: dopo aver individuato l’obiettivo da colpire, veniva impiegata la forza e la spregiudicatezza dei sodali più determinati; gli esecutori materiali dopo aver asportato soprattutto denaro contante, telefoni e computer, monili in oro e argento e orologi di valore, si dileguano utilizzando i veicoli rubati e le autovetture degli indagati. Inoltre in alcune azioni delittuose, specie nei vari raid predatori verso esercizi commerciali, hanno usato particolare violenza verso le cose per raggiungere il proprio scopo.Arancia Meccanica Trento 10

GLI ARRESTI - I soggetti rientranti nell’associazione criminale, colpiti da provvedimenti restrittivi sono: Pablo Berto, nato a Trento il 15 dicembre 1995 e ivi residente; Titi Toader Dodu, nato a Galati (Romania) il 16 febbraio 1998, residente a Trento; Arton Iseni, nato a Trento il 14 ottobre 1993, ivi residente;  Abdeladi Rehhaline, nata a Casablanca (Marocco), il 29 novembre 1994 e residente a Trento; Youssef Rehhaline, nato in Marocco il 26 febbraio 1996, residente a Trento e David Longo, nato a Partinico (Palermo) il 21 luglio 1997 e residente a Trento.

Quattro dei sopracitati soggetti, sono stati associati alle case circondariali di Trento, Bolzano e Verona, mentre due collocati agli arresti domiciliari. Sono state inoltre indagate a piede libero, nell’ambito della stessa indagine, ulteriori quattro persone: S.E. classe 1998, di nazionalità moldava, domiciliato a Trento; I.T. classe 1992, di nazionalità serba, domiciliato a Trento; D.A. classe 1996, di nazionalità afghana, domiciliato a Levico Terme e M.F. classe 1998, di nazionalità italiana, domiciliato a Milano.

Il fulcro e vertice della gang è ritenuto Pablo Berto, soggetto già colpito da misura cautelare in carcere nel febbraio del 2017, il quale è “esempio” e “capo branco” per gli altri soci, ai quali propone ed insieme ai quali realizza l’attività delittuosa, in particolare furti e rapine.

Strettamente vincolato a Pablo Berto è Abdelali Rehhaline, anch’egli pluripregiudicato ed elemento apicale del sottogruppo della medesima consorteria criminale, rei di aver commesso svariate “spaccate” in danno di attività commerciali del capoluogo Trentino.

Ad alcune di esse ha partecipato anche Youssef Rehhaline, fratello di Abdelali. Le attività criminali di Berto Rehhaline, venivano totalmente condivise dagli affiliati Titi Toader Dodu, David Longo e altri soggetti denunciati, ognuno per il rispettivo ruolo ricoperto all’interno dell’associazione criminale, per le chiare ed inequivocabili condotte finalizzate a coadiuvare in prima persona gli scopi illeciti di tutto il gruppo criminale.

Pablo Berto e Arton Iseni venivano inoltre controllati e denunciati nel febbraio 2017 dai Carabinieri di Rovereto (Trento) per possesso ingiustificato di chiavi o grimaldelli. Oggetti che le indagini svolte dall’Arma di Villa Lagarina (Trento), hanno scoperto essere stati utilizzati per compiere un furto e tentarne altri due in danno di abitazioni private in Val Lagarina (Trento).

Arancia meccanica, plauso all’Arma dei Carabinieri provinciale

Confcommercio Trentino plaude all’operazione “Arancia Meccanica” condotta dal Comando provinciale dei Carabinieri e che ha condotto allo smantellamento di un’associazione dedita a rapine e furti ai danni sia di privati che di imprese, ricettive e commerciali.

«Esprimiamo – ha sottolineato il vicepresidente vicario Massimo Piffer – i nostri ringraziamenti all’Arma dei Carabinieri, e in particolare alle compagnie di Borgo Valsugana, Trento e Cavalese, per la brillante operazione che ha assicurato alla giustizia di presunti autori di numerosi episodi di delinquenza anche ai danni di attività commerciali. L’operazione “Arancia meccanica” contribuisce a rafforzare la fiducia nelle Forze dell’ordine, impegnate nel compito di presidio e garanzia del territorio. Sebbene il problema della criminalità costituisca una preoccupazione per le imprese, la consapevolezza di poter contare su interventi come questo è oggetto di maggiore serenità per gli imprenditori trentini».


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