QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad

Ad
Ad
Ad

Ad

Operazione antibracconaggio in Trentino, denunciata una persona

mercoledì, 7 agosto 2013

Valsugana - Denunciata dai Forestali una persona di Castelnuovo, in casa sua decine di trofei di ungulati e tagliole per uccelli. Il blitz antibracconaggio è avvenuto in Bassa Valsugana negli ultimi giorni. Teatro delle operazioni del personale del Corpo forestale trentino, appartenente alle Stazione di Borgo Valsugana, Pieve Tesino e di Pergine, attivamente supportato dai Custodi Forestali di Telve e dai Guardia Caccia della Associazione Cacciatori Trentini, sono stati questa volta i territori dei comuni di Castelnuovo e di Telve.

I SOSPETTI 

In val Calamento da tempo il personale di vigilanza aveva notato movimenti sospetti che inducevano a ritenere che fosse in atto un’attività di bracconaggio condotta in modo sistematico. In seguito al recente rinvenimento nella zona dell’ennesimo capriolo morto, e dopo aver avuto conferma dall’esame autoptico veterinario di quanto era apparso a prima vista, e cP1000083ioè che la causa del decesso dell’animale era inequivocabilmente attribuibile ad un’arma da fuoco di piccolo calibro, i forestali hanno deciso di agire rapidamente attivando una verifica mirata presso la residenza di una persona ritenuta il possibile responsabile degli atti illeciti .

Già in questa prima fase dell’operazione, svoltasi a Castelnuovo, sono emerse violazioni penali (illecita detenzione di munizioni) e sono stati rinvenuti numerosi trofei d’ungulato, parecchi dei quali senza certificato di origine.

MUNIZIONI E TROFEI

Gli agenti hanno proseguito gli accertamenti anche in un edificio rurale di Calamento, abituale residenza dell’indagato. Anche in questo edificio si sono rinvenute munizioni, altri trofei di ungulati e una trentina di tagliole metalliche di varie fogge e misure destinate alla cattura di uccelli. Alcuni dei trofei rinvenuti appaiono molto recenti e, peraltro, il protagonista della vicenda era in possesso di quanto necessario alla pulizia e preparazione di crani e corna. Il rinvenimP1000079ento di tali reperti animali, in periodo di caccia chiusa, ha fatto scattare una denuncia penale per esercizio della caccia in periodi di divieto generale oltre a quella per detenzione illecita di munizioni.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136