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Omicidio di Pinzolo: ultimo saluto a Lucia Bellucci, uccisa con quattro fendenti

mercoledì, 14 agosto 2013

Trento – Centinaia di persone hanno dato l’ultimo saluto a Lucia Bellucci, 31 anni, originaria di Pergola (Pesaro-Urbino), uccisa a Pinzolo sabato scorso. Le esequie nella chiesa principale di Pergola, che non è riuscita ad accogliere tutte le persone presenti. le esequie sono state celebrate da don Filippo Fradelloni, che ha avuto parole toccanti durante l’omelia  e di cordoglio per i familiari, il padre Giuseppe, la madre Maria Pia, il fratello Carlo e la sorella Elisa.  Il sindaco di Pergola, Francesco Baldelli, che ha accolto, il feretro proveniente da Verona all’uscita del casello autostradale di Marotta, ha proclamato il lutto cittadino e i  negozianti hanno abbassato le saracinesche durante il rito funebre. BellucciCiccolini

L’OMICIDIO

In mattinata è stata eseguita l’autopsia sul cadavere di Lucia Bellucci. Dai primi esiti la donna sarebbe morta per emorragia, conseguenza di almeno quattro colpi di coltello inferti all’addome. Durante la violenta lite, accaduta in una stradina a lato della statale che da Spiazzo sale a Pinzolo, la donna avrebbe cercato di difendersi, ha morso al braccio l’avvocato Ciccolini. Lucia Bellucci da cinque anni responsabile del centro benessere dello Chalet del Brenta di Madonna di Campiglio, è stata prima strangolata, poi uccisa a coltellate. E’ quanto emerge dall’inchiesta della Procura di Trento. Il Procuratore, Giuseppe Amato, assieme a questore e comandante provinciale dei carabinieri di Trento, ha fatto il punto sulle indagini. L’omicidio è stato risolto in poche ore: scomparsa da sabato mattina, Lucia Bellucci è stata ritrovata prima di vita sul sedile del passeggero dell’auto di Vittorio Ciccolini, una Bmw cabrio, nel garage di sua madre alla periferia di Verona.

L’INTERROGATORIO

Vittorio Ciccolini, 45 anni, avvocato penalista, con la passione per il tennis (aveva difeso i colori dell’A.T. Villafranca  e dell’Associazione Tennis Verona) ha confessato: “Ho sbagliato, l’ho uccisa io”. Il noto penalista veronese, durante l’interrogatorio di ieri, ha confessato di avere ucciso l’ex fidanzata Lucia Bellucci. I particolari: venerdì scorso Lucia Bellucci dopo il lavoro scende da Madonna di Campiglio a Spiazzo Rendena dove incontra l’ex fidanzato e insieme cenano al ristorante Mezzosoldo. Una serata tranquilla, secondo alcuni testimoni e i responsabili del locale, tra due persone distinte. Quando accaduto dopo è tutto da ricostruire. Vittorio Ciccolini non voleva rassegnarsi alla fine del rapporto con Lucia, lei, con un matrimonio alle spalle nelle Marche, aveva un nuovo fidanzato.

LA RELAZIONE

Il questore di Trento, Giorgio Iacobone, ha riferito che non c’erano denunce per stalking da parte di Lucia Bellucci nei confronti di Vittorio Ciccolini. Il questore di Trento ha inoltre evidenziato che in base alle verifiche condotte con i carabinieri, non sono emerse nè in provincia di Trento nè in altre regioni d’Italia denunce nei confronti di Ciccolini. Invece il noto penalista veronese ha scritto nei primi giorni di agosto delle lettere e manifestato l’intenzione di uccidere l’ex fidanzata. Secondo il Pm Giuseppe Amato “I carabinieri hanno recuperato nello studio dell’avvocato le copie di alcune lettere indirizzate con raccomandata a due persone vicine alla vittima”.  Le missive portano le date dei primi di agosto, ma non sono state consegnate.  Dagli scritti si scorge un rapporto conflittuale con Lucia Bellucci. ”Sono scritte – riferisce il pm Amato – con estrema lucidità”.

L’ACCUSA

L’avvocato veronese è accusato di avere strangolato e ucciso a coltellate la donna, quindi omicidio volontario premeditato e di occultamento di cadavere. Gli ultimi tasselli dell’inchiesta devono ancora essere composti. La famiglia Bellucci si è affidata all’avvocato penalista Giulia Bongiorno, mentre Vittorio Ciccolini è difeso dagli avvocati Guariente Guarienti e Fabio Porta, suoi colleghi del foro veronese.


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