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Nel Bresciano la Finanza scopre maxi evasione fiscale. Azienda dovrà versare all’Erario 552mila euro

venerdì, 15 aprile 2016

Brescia – Scoperta dalla Finanza maxi evasione in un’azienda bresciana. L’Erario incassa 552mila euro. I militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Manerbio, nel corso di un’attività ispettiva rivolta al contrasto dell’evasione fiscale, hanno scoperto che un’azienda della Bassa bresciana, aveva occultato al Fisco, dal 2011 al 2014, redditi per oltre 2milioni dieuro.Gli accertamenti eseguiti hanno consentito di rilevare che gli amministratori della società, con l’aiuto del loro consulente tributario, avevano modificato alcune delle voci di bilancio in modo da diminuire la base imponibile da sottoporre a tassazione.

Finanza Trento

Successivamente, per poter utilizzare gli utili occultati, sottraevano tali somme di denaro dalle casse della società facendole figurare come prestiti personali anziché come compensi ai soci.

Nel corso dello svolgimento delle operazioni di controllo, dopo aver compreso che il fraudolento sistema contabile messo in piedi era stato oramai smascherato dalle fiamme gialle, gli amministratori decidevano di far ricorso al “ravvedimento operoso” cioè ad una modalità di regolarizzazione dei versamenti omessi o insufficienti che, a fronte dello spontaneo pagamento del dovuto, assicura una notevole riduzione delle sanzioni.

A tale istituto giuridico è possibile ricorrere anche se sono in corso ispezioni e verifiche. I soci dell’azienda verificata hanno sanato la loro posizione verso l’erario attraverso il pagamento di imposte e sanzioni per un totale complessivo pari a 552.000 euro.

L’azione investigativa della Guardia di Finanza è prioritariamente indirizzata verso gli obiettivi connotati dai più significativi indizi di evasione, individuati attraverso l’incrocio dei dati derivanti dall’attività di intelligence, dall’analisi di rischio e dal controllo economico del territorio.

L’evasione fiscale, oltre ad accrescere il carico fiscale per i cittadini e le società oneste e ridurre qualità e quantità dei servizi della Pubblica Amministrazione, ostacola il realizzarsi di una sana concorrenza tra imprese, producendo così ulteriori effetti negativi per l’intero sistema economico del Paese.


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