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Nel Bresciano fermato tunisino indagato per riciclaggio e ricettazione

giovedì, 8 agosto 2013

Nave- In data odierna il G.I.P. del Tribunale di Brescia ha convalidato il fermo del cittadino tunisino A. W. classe 1979, residente in Nave (BS), con precedenti penali per spaccio di sostanze stupefacenti, operato lunedì dai Carabinieri di Nave (BS) in quanto indagato per i reati di riciclaggio e ricettazione.Roncadelle

In sintesi a seguito di pregressa attività informativa circa presunte attività illecite consistenti in ricettazione e spaccio di sostanze stupefacenti poste in essere nel Comune di Nave (BS) dal suddetto, a partire dalle ore 20.30 circa del 2 agosto 2013, militari della Stazione di Nave predisponevano idoneo servizio di osservazione nei pressi dell’abitazione del predetto.Nel corso del servizio, visto uscire dalla sua abitazione alla guida di un ciclomotore MBK, targato X3WYYD, i militari operanti pedinavano il soggetto fino al giardino di pertinenza di un condominio sito in via Barcella di Nave (BS), luogo in cui il cittadino tunisino veniva visto interloquire con due persone.

In quel frangente, il tunisino, riconosciuti i due militari, abbandonato il ciclomotore sul posto, si dava immediatamente ad un precipitosa fuga a piedi, riuscendo a far perdere le proprie tracce dopo aver attraversato il vicino parco pubblico “Del Garza”, superato l’omonimo torrente e nascostosi tra la boscaglia. Ritenendo che il fuggitivo potesse celare della sostanza stupefacente presso la sua abitazione, i militari operanti la raggiungevano, trovando sul posto la moglie convivente del cittadino extracomunitario, che veniva resa edotta di quanto verificatosi poco prima.

Si procedeva, così, alla perquisizione locale, che permetteva di rinvenire, nel portafogli del marito che lo stesso aveva lasciato su una credenza, due targhette metalliche identificative di telaio, ritenute possibile provento di furto. Al termine della perquisizione, che non permetteva di rinvenire altro, i militari recuperavano anche il ciclomotore in precedenza abbandonato dal tunisino, per gli opportuni accertamenti. Il tutto veniva posto sotto vincolo di sequestro probatorio.

Le successive interrogazioni alla Banca Dati Forze di Polizia permettevano di acclarare che:
- il ciclomotore, sprovvisto di targhetta identificativa di telaio, era oggetto di furto denunciato in data 18.07.2013;
- la targa installata sul ciclomotore, in realtà era relativa a differente ciclomotore, oggetto di furto denunciato in data 12.12.2012;
- una delle due targhette identificative di telaio era relativa al ciclomotore abbandonato dal tunisino;
- l’altra targhetta identificativa di telaio era relativa ad un terzo ciclomotore oggetto di furto denunciato in data 29.07.2013.

Sulla scorta di quanto accertato, questo Comando procedeva a denunciare in stato di libertà l’A. W. per i reati di “Ricettazione” e “Riciclaggio”, chiedendo, nel contempo, l’applicazione di una idonea misura a carico dell’indagato, stante la sussistenza di un fondato pericolo di fuga, suffragato dall’avvenuto rinvenimento di un biglietto, a nome dello stesso, per la tratta marittima Genova – Tunisi, per il giorno 7 agosto 2013. La circostanza che il biglietto era comprensivo anche del viaggio di ritorno non era ritenuta tale da affievolire il pericolo di fuga, stante il fatto che, in ragione degli ultimi eventi, l’A.W. avrebbe potuto decidere di non fare comunque più rientro in Italia al fine di eludere la giustizia penale. Esigenze cautelari, inoltre, emergevano anche in relazione alla circostanza che l’A.W. avrebbe sostenuto il viaggio portando con sé un autocarro cabinato, la cui targa era annotata sul biglietto, a lui intestato, nel quale avrebbe potuto occultare altri oggetti di provenienza delittuosa.

In data 5 agosto 2013, il P.M. della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia (dott. STAGNO), dopo aver convalidato la perquisizione ed il sequestro del 2 agosto 2013, emetteva un decreto di fermo di indiziato di delitto da eseguire nei confronti dell’A.W.
Lo stesso giorno, alle ore 21.00 circa, militari della Stazione di Nave, con l’ausilio di una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile del Comando Compagnia Carabinieri di Gardone Val Trompia (BS), raggiunta l’abitazione dell’indagato dopo aver verificato il suo rientro a casa, procedevano a notificargli il decreto di fermo. Nella stessa sede, i militari procedevano ad una nuova perquisizione personale e locale di iniziativa, questa volta eseguita presso un ripostiglio/ricovero attrezzi attiguo all’abitazione, ubicato precisamente sul retro della stessa che, in occasione della precedente perquisizione, si ignorava essere di pertinenza dell’immobile in uso all’indagato.
La perquisizione dava esito positivo, in quanto permetteva di rinvenire un ciclomotore privo di targa e di telaio, un ciclomotore “cannibalizzato”, venti biciclette di varie marche e tipologie, due autoradio, un kit avvitatore, un trapano, un tagliaerba a motore ed un tagliasiepe, di cui il tunisino non era in grado di giustificare, in alcun modo, la provenienza. Il tutto veniva posto sotto vincolo di sequestro probatorio e trasportato presso i locali della Stazione Carabinieri di Nave, per i necessari accertamenti tesi all’individuazione degli eventuali aventi diritto. Nella prima mattinata del 6 agosto 2013, l’A.W. veniva associato alla Casa Circondariale di Brescia, a disposizione dell’A.G. Nel frattempo, la Stazione di Nave eseguiva ulteriori accertamenti, che permettevano di rintracciare i proprietari, rispettivamente, del ciclomotore usato dal fermato in data 2 agosto 2013 e del ciclomotore  ”cannibalizzato” sequestrato in data 5 agosto 2013, i quali li riconoscevano come propri. Ulteriori accertamenti sono in corso al fine di individuare i proprietari delle biciclette e degli altri oggetti in sequestro.


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