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Malaria, bimba di 4 anni morta: “Il parassita è il medesimo dei due bambini africani già ricoverati a Trento”

mercoledì, 6 settembre 2017

Trento –  L’inchiesta sulla morte per malaria della piccola Sofia si allarga. Le Procure di Trento e Brescia stanno lavorando, recuperando il quadro clinico della bimba. Nunzia Di Palma, direttrice della Pediatria dell’ospedale Santa Chiara di Trento, ha spiegato che il parassita che ha provocato la malaria alla piccola di 4 anni morta a Brescia, dopo essere stata ricoverata a Trento, è lo stesso che aveva riscontrato nei due bambini accolti sempre dal reparto di pediatria e che erano di ritorno dal Burkina Faso.

ospedalesantachiaratrento

Il parassita è il Plasmodium falciparum, lo stesso per la bimba e per gli altri due ricoverati in pediatria a Trento. Da appurare se sia lo stesso. Nel reparto di malattie infettive dell’ospedale di Trento sono stati ben quattro le persone, la bimba, i due del Burkina Faso, e un adolescente, ricoverata il 21 agosto.

Intanto emerge che in Italia non si riscontrata una morte da malaria da almeno 30 anni. “Non e’ possibile che un paziente rischi inconsapevolmente la vita, nel ritrovarsi esposto a pazienti potenzialmente contagiosi. Siamo molto soddisfatti della riposta immediata avuta dal ministro Lorenzin, che ha avviato subito i controlli nei confronti dell’Ospedale Santa Chiara. Il nostro pensiero va ai familiari della bambina, una povera vittima di un sistema sanitario fin troppo sopravvalutato”. Lo afferma in una nota il segretario nazionale Confintesa Sanità, Domenico Amato, in merito al grave caso di malaria che ha portato alla morte di una bambina di 4 anni. Il segretario provinciale Confintesa Alto Adige, Caterina Foti, si unisce alla denuncia di Amato: “Le disattenzioni e le carenze dell’Ospedale Santa Chiara di Trento non sono nuove e altri episodi di malasanità si sono verificati in passato. Chiediamo, quindi, chiarezza non solo per lo sciagurato episodio appena accaduto, ma in generale contezza dello stato di salute di tutto l’ospedale. Ci uniamo al cordoglio dei familiari”.


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