QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Lotta alle frodi e all’evasione fiscale: nel 2014 la Finanza del Trentino-Alto Adige ha sequestrato beni per 22 milioni

lunedì, 13 aprile 2015

Trento – Frodi fiscali ed evasione fiscale, si è concentrata su questi filoni l’attività della Guardia di Finanza del Trentino- Alto Adige. Nel 2014 la Guardia di Finanza è stata protagonista nel contrasto agli illeciti economico-finanziari, in quanto unico organo di polizia giudiziaria con competenze specialistiche in campo tributario in grado di colpire i fenomeni che ostacolano la crescita e il funzionamento del mercato, favorendo lo sviluppo di una società più equa ed attenta ai bisogni di ciascuno. In tale ottica, essa adotta metodologie di controllo calibrate sulle varie tipologie di contribuenti e tecniche evasive, in linea con le direttive emanate dall’Autorità di Governo.Finanza Brunico

Sul versante delle “uscite”, le Fiamme Gialle si sono rivelate essenziali per migliorare l’efficienza dell’apparato pubblico e assicurare il corretto impiego delle risorse statali e comunitarie. Particolare attenzione è stata rivolta al contrasto della criminalità organizzata ed all’aggressione dei patrimoni illeciti, che minano alla radice il tessuto socio-economico, impedendo alle imprese oneste di competere in modo leale e virtuoso.

Nello specifico, nell’anno 2014, gli obiettivi operativi perseguiti hanno riguardato i seguenti comparti

Frodi fiscali ed economia sommersa: questi i fenomeni che hanno polarizzato l’attenzione operativa delle Fiamme Gialle del Trentino – Alto Adige in considerazione della pericolosità fiscale che si riflette sui bilanci dello Stato e degli Enti locali, con effetti distorsivi sulle regole del mercato e della concorrenza tra imprese.

La trasversalità operativa degli interventi (cogliendo tutti gli illeciti economico-finanziari connessi all’evasione), la qualità degli stessi e la concretezza dei risultati sono i punti di forza messi in campo dai Reparti del Corpo operanti nelle due Provincie Autonome ed impegnati nella lotta all’evasione, anche a carattere internazionale, con scambi di informazioni con gli omologhi organismi sia dei paesi membri dell’Unione Europea sia extra-UE.

I numeri

Nel 2014 sono state eseguite 820 verifiche e 1.600 controlli. Sono stati denunciati 175 responsabili di frodi e di reati fiscali e sono stati sequestrati beni per un valore di circa 22 milioni di euro; sono state avanzate, inoltre, proposte di sequestro per ulteriori 73 milioni di euro.

I finanzieri del Trentino – Alto Adige hanno, altresì, individuato 2 casi di frodi Iva ed hanno effettuato 20 interventi nel settore della fiscalità internazionale. In particolare, a finire sotto la lente della Guardia di Finanza sono stati, essenzialmente, i trasferimenti “di comodo” delle residenze di persone e società (fenomeno illecito meglio conosciuto come esterovestizione), le stabili organizzazioni non dichiarate in Italia di società estere nonché le operazioni di “transfer pricing”.
Particolare attenzione è stata riservata all’individuazione ed alla scoperta di soggetti economici totalmente sconosciuti al fisco (c.d. evasori totali), che sono stati 230.

I controlli posti in essere per la verifica sul corretto adempimento del rilascio di scontrini e ricevute fiscali, pari a 8.760, si sono attestati su irregolarità pari al 22%. In materia di lavoro sommerso sono stati individuati 88 datori di lavoro che hanno fatto ricorso alla manodopera di 144 lavoratori completamente “in nero” e di 205 lavoratori irregolari.

Nell’ultima annualità, la Guardia di Finanza del Trentino-Alto Adige ha ulteriormente intensificato gli sforzi operativi nel comparto della vigilanza sulla spesa pubblica, coerentemente con gli obiettivi imposti dai processi di “spending review”. In un periodo di perdurante e grave crisi per la finanza pubblica, nell’ottica di garantire che i fondi disponibili siano effettivamente e proficuamente impiegati per finalità di rilancio dell’economia e vadano a beneficio delle situazioni di maggiore disagio socio-economico, i Reparti hanno indirizzato l’attività investigativa verso i responsabili di sprechi e truffe, aggredendo i loro patrimoni illecitamente accumulati.

Sono state avviate, infatti, azioni mirate tanto alla repressione dei più gravi episodi di frode e mala gestione quanto al contrasto di fenomeni come l’irregolare accesso a prestazioni sociali agevolate ed all’esenzione dal ticket sanitario, che si sono tradotte:

• nell’esecuzione di 7 indagini contro le frodi al bilancio dell’Unione Europea, scoprendo indebite percezioni e richieste di fondi pubblici per circa 380 mila euro, con la conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria di 36 persone;
• nell’esecuzione di 28 indagini contro le frodi al bilancio nazionale, scoprendo indebite percezioni e richieste di fondi pubblici per oltre 20 milioni di euro, con la conseguente denuncia all’Autorità Giudiziaria di 233 persone, di cui 3 in stato d’arresto;
• nell’accertamento di frodi previdenziali ed assistenziali per oltre 9 milioni di euro (importo indebitamente percepito). Tra tutti i beneficiari delle varie tipologie di sostegno, ricevute senza averne diritto (es. assegni sociali), 218 persone sono state deferite alla magistratura, delle quali 3 in stato d’arresto;
• nell’individuazione di 166 “falsi” poveri, che hanno indebitamente beneficiato di prestazioni sociali agevolate, per un valore di oltre 240.000 euro, identificabili, a titolo esemplificativo, con le rette agevolate per l’accesso ad asili nido ed altri servizi per l’infanzia, la riduzione del costo delle mense scolastiche, i buoni-libro e le borse di studio per studenti, i servizi socio-sanitari domiciliari ed i ticket, le agevolazioni per servizi di pubblica utilità (trasporti) e per l’erogazione di luce e gas;
• nella denuncia di 82 responsabili di reati contro la pubblica amministrazione e l’arresto di 1 persona;
• nella scoperta, in materia di appalti pubblici, di assegnazioni irregolari per circa 500 mila euro;
• nell’individuazione di circa 17 milioni di euro di danni erariali, a seguito di 28 controlli, effettuati d’iniziativa o su delega della Corte dei Conti, con la conseguente verbalizzazione nei confronti di 134 persone.

Nell’ambito dell’attività anticontrabbando, sono stati eseguiti 47 interventi, al termine dei quali sono state riscontrate altrettante violazioni, con il conseguente deferimento alla magistratura di 9 soggetti. In materia di accise, invece, sono stati effettuati 29 interventi, che hanno consentito di sequestrare oltre 50.000 kg di prodotti energetici e 120 litri di alcol.

Per quanto riguarda la lotta al gioco illegale sono stati verbalizzati 68 soggetti e sono state accertate 12 violazioni.

L’attenzione delle Fiamme Gialle è stata rivolta anche all’aggressione agli interessi economico-patrimoniali della criminalità organizzata ed al riciclaggio, privilegiando un approccio investigativo trasversale, che ha permesso di rilevare i ricorrenti profili di interconnessione tra gli approfondimenti antiriciclaggio, l’attività di controllo in tema di circolazione transfrontaliera di valuta e metalli preziosi, le indagini a tutela dei mercati finanziari e l’evasione fiscale.

A fronte di 49 indagini antiriciclaggio, 12 soggetti sono stati denunciati alla competente Autorità Giudiziaria ed 1 è stato arrestato.

Sono state approfondite, inoltre, 166 segnalazioni di operazioni sospette ed eseguite 7 ispezioni antiriciclaggio, per appurare il rispetto degli obblighi di identificazione e verifica della clientela, archiviazione dei dati e segnalazioni dei casi anomali.

Per quanto riguarda i controlli valutari, anche grazie ad un sistema sanzionatorio più severo ed efficace entrato in vigore nel 2012, sono stati intercettati, in frontiera, contanti e titoli illecitamente trasportati per quasi 1,4 milioni di euro, contestando 23 violazioni e sequestrando oltre 400 mila euro. La maggior parte dei risultati scaturisce dai controlli al confine con la Svizzera e l’Austria.
Tra i principali modus operandi disvelati dai finanzieri per tentare di aggirare la normativa vigente, occorre annoverare il frazionamento delle somme tra più passeggeri e l’occultamento della valuta sulla persona o in doppifondi artatamente ricavati nei bagagli, negli oggetti trasportati o negli automezzi.
Per garantire una maggiore efficacia nel servizio, le Fiamme Gialle si sono avvalse dell’ausilio di speciali collaboratori i c.d. cash dog, cioè unità cinofile appositamente addestrate a riconoscere l’odore della carta filigranata e degli inchiostri impiegati per la stampa delle banconote.
Non sono mancati neppure i sequestri di banconote e monete false per un importo di oltre 27 mila euro.

Sono state denunciate, inoltre, 47 persone, a vario titolo, per reati societari, fallimentari bancari e finanziari.

Ricorrendo ai poteri previsti dalla normativa antimafia, sono stati eseguiti 47 accertamenti patrimoniali, nei confronti di 85 soggetti, conclusosi con la proposta di sequestro di beni per un valore complessivo che supera i 2,5 milioni di euro.

In materia di tutela dei diritti di proprietà e dei consumatori, sono stati eseguiti 47 interventi, dai quali è scaturita la denuncia di 12 persone ed il sequestro di 548.955 prodotti, di cui 2.097 per contraffazione, 546.759 per violazione della normativa sulla sicurezza e 99 per la violazione della normativa sul “Made in Italy”.

Le violazioni constatate in materia di controllo dei prezzi sono state 47. Nel comparto dei traffici illeciti, l’azione di servizio espletata al fine di contrastare il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, svolta mediante l’esecuzione di indagini, anche a carattere internazionale e sotto il costante coordinamento della Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e del Comando Generale – II Reparto, ha permesso di:  denunciare, alla competente Autorità Giudiziaria, 90 narcotrafficanti e di arrestarne 50; sequestrare 40 chili di droga, tra hashish, marijuana, cocaina, eroina ed altre sostanze psicotrope.

Per quanto riguarda il contrasto al traffico di armi sono stati deferiti alla magistratura 10 responsabili, di cui 4 in stato di arresto. Nell’ambito del contrasto agli illeciti nel settore ambientale, sono stati effettuati 6 interventi con la conseguente denuncia di 3 responsabili all’Autorità Giudiziaria ed il sequestro di quasi 600 chili di rottami metallici.

Il controllo economico del territorio è stato assicurato dai Reparti mediante l’attuazione di efficaci dispositivi di contrasto, realizzati mediante l’impiego di pattuglie dislocate su tutto il territorio regionale ed assicurando, tra gli altri, tempestivi interventi in occasione di specifiche attivazioni tramite il servizio di pubblica utilità “117”.

Infatti, oltre 570 sono state le telefonate pervenute alle sale operative presenti nelle due provincie, a seguito delle quali, a seconda dei casi, sono state attivate le pattuglie per gli immediati riscontri “sul campo” ovvero i Reparti territoriali per l’ulteriore approfondimento operativo delle segnalazioni. A tal proposito è emersa l’importanza rivestita dal predetto numero di pubblica utilità “117” per le richieste in materia di soccorso in montagna da parte dei cittadini.

Parimenti, preme rimarcare la preziosa attività di soccorso prestata dal personale appartenente alla componente specialistica del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza (S.A.G.F.), in stretta sinergia con la Sezione Aerea di Bolzano, che, nel 2014 annualità, ha effettuato 863 interventi a favore di 823 persone, recuperando, purtroppo, 21 salme.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136