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Levico, tentano di truffare sull’affitto di una casa vacanza. Scoperti dai carabinieri e denunciati tre napoletani. La storia

sabato, 7 gennaio 2017

Levico – I turisti cercano sempre un posto per la “vacanza di Natale” da sogno e il Trentino Alto Adige si presta molto a questo sogno, e i siti web si popola di meravigliose fotografie.

Ma c’è anche qualche brutta scoperta: infatti un locatario trova già inserito il proprio immobile da affittare sui siti. Così è scattata l’indagine dei carabinieri della stazione di Levico (Trento) nel mese di ottobre 2016 che si è appena conclusa.carabinieri Brgo Valsugana

Il messaggio: “In vacanza a Valsugana app. indopendente 9+2″, un’inserzione dall’aria strana edita da uno strano “Signor Elio”, consistente quanto il gas omonimo.

Numero di telefono vero – lui risponde ma rimanda ad una mail finta di una moglie finta che risponde per davvero – ed i carabinieri – intermediari dell’astuto affittuario osservatore che rischiava di essere “portavoce” vero di una truffa – assecondano la direzione d’indagine approdando sul web con un alias. “Bellissima inserzione! siamo in 6: quanto vuole per capodanno? preferisce una caparra?”.

La corrispondenza (finta) riguarda una geolocalizzazione (vera) di tutto rispetto. le foto sono vere, sono le foto pubblicitarie fornite in mandato ad una diversa vetrina online che nulla ha a che fare con il portale “Subito.it” su cui viene pubblicata l’inserzione. la trappola del truffatore ha però una falla: dietro all’alias c’è un carabiniere che fa il proprio lavoro.

Complesse ed intricate ma sicuramente inoppugnabili, le indagini telematiche incrociate consentono in pochi giorni di identificare tre fratelli (due maschi ed una femmina), di origine e residenza partenopea –  Marano di Napoli – 35-40enni, dediti a frodi informatiche e truffe in genere.

Il primo organizza, la seconda “fa la moglie”, il terzo conduce: la complessa figura di reato è un’associazione in cui, suddividendosi i compiti, i “trettrè” portano avanti via web la truffa (in questo caso solamente tentata, visto che il proprietario se n’è fortunosamente accorto molto per tempo) aggravata mediante alterazioni informatiche di dati sensibili.  Infatti il numero di telefono è frutto di un furto di portafogli ad aprile a Napoli.


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