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Lavis: investe barista per un boccale di birra, 32enne arrestato dai carabinieri

sabato, 11 febbraio 2017

Lavis – Trentino di 32 anni nei guai, avrebbe investito una barista per un boccale di birra meno piena del solito. Ora è ai domiciliari. Le indagini su un alterco in un bar di Lavis (Trento) dell’11 novembre scorso condotte dai carabinieri si sono concluse. In piena notte, un trentenne del posto visibilmente alticcio, assieme ad altri amici, ha aggredito verbalmente la barista per futili motivi: la birra richiesta non è media, ma piccola e il prezzo (assolutamente a norma) non è ritenuto idoneo. E la lite si accende, ma pare ricomposta dopo qualche decina di minuti al bar.

Carabinieri - foto nuova10

La ricostruzione dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Trento, intervenuti successivamente ai fatti per fare luce su di un caso estremamente complesso – che all’occhio dei primi intervenuti pareva a tutti gli effetti un investimento di un pedone con omissione di soccorso – ha condotto in tre mesi di indagini meticolose all’individuazione del responsabile e pure alla esatta descrizione dei motivi che hanno portato al compimento del più grave reato di lesioni dolose aggravate.

Sotto il coordinamento del Pm, Licia Scagliarini, i militari hanno individuato R.E., 32 anni, di Zambana che quella notte avrebbe percorso con la propria fuoriserie ad alta velocità via Matteotti di Lavis, appositamente per investire la barista “colpevole” di avergli somministrato meno birra durante la serata a prezzi “non di mercato”. Nonostante ebbro, avrebbe compiuto una manovra ad alta velocità tra le auto posteggiate a bordo strada proprio per colpire la ragazza, fuggendo e facendo perdere le proprie tracce.

L’audizione dei testimoni, i numerosissimi sopralluoghi, le ricognizioni fotografiche sul luogo, l’acquisizione e lo studio delle immagini video del centro di Lavis, l’impiego della sezione scientifica del Nucleo Investigativo di Trento appositamente per riposizionare sullo “scacchiere dell’indagine” tutte le pedine dei fatti accaduti in maniera obiettiva ed empirica, hanno consentito al Pm Scagliarini di avanzare richiesta di ordinanza di custodia cautelare per lesioni personali dolose aggravate dai futili motivi.

La posizione del 32enne si è tra l’altro assai aggravata quando i carabinieri (che lo tenevano costantemente sotto controllo per evitare che potesse nuocere ancora ai cittadini) lo hanno fermato alcune settimane fa in stato di ebbrezza alla guida, a Mezzocorona in piena notte, denunciandolo penalmente alla Procura e ritirandogli la patente. Per non parlare dell’incontro coi militari nell’occasione dell’arresto di ieri attorno alla 16.30: al circolo pensionati di Grumo, coerentemente davanti a due birre appena scolate nel dopo lavoro.

Nella ricostruzione dei fatti è emerso pure che il 32enne, per nascondere alle indagini l’investimento della barista, si sarebbe recato quella stessa notte sulla statale per Pergine e avrebbe simulato uno sbandamento della propria auto contro il guard-rail in legno. Anche di tale “furbesca” condotta, che non è sfuggita agli investigatori, dovrà dar conto ai giudici.

Per tutto quanto è stato raccolto nell’indagine dai carabinieri del Nucleo Investigativo, il GIP di Trento, dottoressa Miori, ha spiccato una ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari per l’uomo, affermando che “sussiste il concreto pericolo che l’indagato commetta delitti della stessa specie di quello per il quale si procede, tenuto conto della spregiudicatezza dell’indagato, incapace di autocontrollo, circostanze tutte che fanno ritenere pregnante il rischio di ricaduta nei reati del tipo di quello per cui si procede.”

Ancora una volta l’Arma “Benemerita” ha compiuto un servizio impareggiabile di tutela e sicurezza della comunità trentina che difende ogni giorno e ogni notte. Un soggetto pericoloso, che avrebbe per certo messo a repentaglio le vite dei nostri figli nel semplice atto d’un attraversamento stradale, è stato assicurato alla giustizia e sarà vigilato costantemente nella sua reclusione domiciliare. L’uomo risponderà del reato di lesioni personali dolose aggravate dai futili motivi.


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