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La Guardia di Finanza di Bolzano ferma un truffatore delle pompe di benzina

lunedì, 17 febbraio 2014

Bolzano – Le indagini immediate della Guardia di Finanza identificano e fermano il truffatore. Un sedicente “Capitano COPPOLA della Guardia di Finanza” negli ultimi tempi telefonava ai gestori di benzina di una nota marca e chiedeva loro la ricarica di una carta carburante, carpendone la buona fede ed in alcuni casi ottenendo anche ingenti somme, anche fino a 500 Euro, che gli interpellati sentito il fare intimidatorio del truffatore versavano.

Il falso “Capitano Coppola”, sostenendo di aver bisogno delle ricariche per ragioni di servizio mai precisate o adducendo uno stato di necessità e urgenza per soccorrere la figlia che aveva avuto un inesistente incidente stradale, garantendo che il giorno successivo si sarebbe presentato per liquidare il dovuto e regolare il conto, oppure, per effettuare un “controllo” se non fosse stato soddisfatto. Ovviamente non si è mai ripresentato.
Molto opportunamente alcuni dei gestori, in buona fede, truffati o che avevano saggiamente opposto un rifiuto, hanno denunciato al 117, numero di pubblica utilità della Guardia di Finanza, la questione o hanno sporto denuncia presso i Comandi del Corpo.
I finanzieri della Compagnia di Brunico, dove sono state accentrate le attività che facevano però riferimento a truffe effettuate in tutta la Provincia di Bolzano, si sono immediatamente attivati su disposizioni della Procura della Repubblica, e con perizia ed efficienza, ricorrendo a supporti tecnici e verifiche rapide ed efficaci, sono risaliti all’autore delle telefonate che provenivano dalla Campania. Quindi, interessati alla collaborazione i Reparti del Corpo di quella Regione, è stato individuato anche fisicamente il fantomatico “Capitano Coppola”, trovato in possesso del cellulare con in memoria le chiamate effettuate in Alto Adige.
Si tratta di V.G. residente in Maddaloni (Caserta), già noto alle forze dell’ordine per numerosi analoghi precedenti, essendosi in passato ed anche recentemente presentatosi quale ufficiale dei Carabinieri o ancora della Guardia di Finanza. Attualmente sono state interrotte anche truffe che stava effettuando in Friuli ed in Veneto.
L’importo di cui è stato trovato in possesso e riconducibile alle millanterie ammonta ad oltre 2.500,00 euro, ma vi sono accertamenti in corso per determinarne con esattezza l’entità.
Inoltre, proseguono ancora le indagini per verificare l’esistenza di eventuali complici.
Nell’occasione, la Guardia di Finanza invita a richiedere sempre l’esibizione del tesserino personale di riconoscimento a chi si presenti quale appartenente al Corpo, che in alcun caso opera con militari singoli, e, soprattutto, non provvede mai alla richiesta di denaro o di qualsiasi altro bene che non connesso alla attività di servizio e, in ogni caso, è sempre conseguente la verbalizzazione secondo la legge.
Diffidare quindi di chi si presenta in modo irrituale o sospetto e, in ogni caso, una telefonata al 117 o al Comando della G. di F. più vicino appare la soluzione indefettibile per la tutela propria e dei propri diritti, collaborando con fiducia con le Istituzioni, aiutando così il Corpo a tutelare la propria immagine, a vantaggio della collettività.


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