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La droga correva sui binari tra Valtellina e Val Poschiavo. Arrestate dalla polizia cinque persone

mercoledì, 12 novembre 2014

Tirano – Blitz della polizia di Sondrio che ha arrestato una gang dedita allo spaccio tra Valtellina e Val Poschiavo. Gli agenti della questura hanno eseguito cinque misure cautelari, nel contesto dell’operazione di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti già avviata nei primi giorni del mese di novembre, Il via all’indagine è nato dall’arresto dell’autista della comunità di recupero di Tirano e di un corriere giunto da Milano, avvenuto una settimana fa a Tirano (Sondrio). Da lì è  proseguita l’indagine che ha portato a scoprire la via della cocaina sui binari del trenino rosso. Infatti la polvere bianca  da Tirano giungeva in Svizzera, sino alla zona di Poschiavo dove veniva venduta a 80 franchi al grammo. Gli arrestati: un’ordinanza di custodia in carcerspaccio-droga-big-2e è stata notificata a Gianluca Vanoni, quindi a tre donne residenti in Valtellina, una 27enne, due cugine di 27 e 19 anni,  e una 21enne che lavorava per lo spaccio in Val Poschiavo. Il loro ruolo era quello di ritirare la droga da Francesco Panetta, 64 anni, di origini calabresi ma residente a Tirano, autista della comunità di recupero il Gabbiano e di portarla in Svizzera. Al di là del confine veniva poi consegnata alla 21enne domenicana. Le indagini della polizia hanno permesso di appurare che non si trattava di una consegna isolata, ma che l’attività di spaccio andava avanti da diversi mesi. Secondo la ricostruzione fatta dai poliziotti, il Vanoni oltre a consegnare la droga a Panetta, aveva anche una propria attività di spaccio, tra Milano e Pavia. Infine sono stati individuati 6 o 7 consumatori che si erano rivolti al Vanoni per acquistare delle dosi.

 

Secondo l’accusa il Panetta, aveva messo in piedi una propria rete di spaccio tra la Svizzera e il tiranese “in collaborazione” con quattro donne di origine dominicana.

 

Tre residenti a Tirano, la quarta a Poschiavo. Il Panetta, dopo aver ricevuto lo stupefacente dall’hinterland milanese, confezionava le singole dosi nei locali della comunità Il Gabbiano, nei quali aveva accesso in qualità di autista, dove sono stati sequestrati un bilancino di precisione, cellophane per il confezionamento delle dosi e sostanza da taglio anche perchè la droga sequestrata era di alta qualità, quasi pura. La droga veniva poi rivenduta ai consumatori, al prezzo anche di cento euro al grammo. Una quindicina gli acquirenti che negli ultimi mesi si erano riforniti dal Panetta: tra di loro liberi professionisti, commercianti, esercenti, tutti residenti nel tiranese e nell’Alta Valtellina. Per incontrare i propri clienti, il Panetta, si serviva anche dell’auto del Gabbiano, un’Opel Meriva con il logo della comunità

Già lo scorso luglio era stato arrestato Gianluca Vanoni, 42 anni, fermato a Morbegno in auto insieme a Maria Rosaria Colizzi. In quell’occasione erano stati sequestrati altri due etti di stupefacente: per l’accusa quella cocaina era destinata al Panetta: l’attività di spaccio era continuata nonostante l’arresto del corriere. Secondo la ricostruzione fatta dai poliziotti, il Vanoni oltre a co

ed era finito in carcere nei giorni scorsi,to la droga dal Panetta e l’avrebbero portata in Svizzera, servendosi in più di un’occasione anche del famoso trenino rosso. A Poschiavo, una quarta dominicana di 21 anni, provvedeva poi a spacciare le singole dosi. ; per tre donne di origine dominicana, residenti a Tirano è stato disposto l’obbligo di dimora in città, mentre per una quarta immigrata, residente a Poschiavo, è stata decisa la misura del divieto di dimora in provincia di Sondrio. Gli agenti, al termine delle indagini, hanno ricostruito la mappa dello spaccio che negli ultimi mesi avveniva tra Tirano, l’Alta Valle e la Svizzera, che, secondo l’accusa, aveva in Francesco Panetta, uno dei principali riferimenti. Panetta, 64 anni, di origini calabresi ma residente a Tirano era l’autista della comunità di recupero il Gabbiano ed era finito in carcere nei giorni scorsi, fermato dagli agenti della squadra mobile mentre stava per ricevere due etti di cocaina da un corriere arrivato da Milano, Angelo Adriano Arpidone. Le indagini della polizia hanno permesso di appurare che non si trattava di una consegna isolata, ma che l’attività di spaccio andava avanti già da diversi mesi. Già lo scorso luglio era stato arrestato Gianluca Vanoni, 42 anni, fermato a Morbegno in auto insieme a Maria Rosaria Colizzi. In quell’occasione erano stati sequestrati altri due etti di stupefacente: per l’accusa quella cocaina era destinata al Panetta: l’attività di spaccio era continuata nonostante l’arresto del corriere. Secondo la ricostruzione fatta dai poliziotti, il Vanoni oltre a consegnare la droga al Panetta, aveva anche una propria “attività al dettaglio” dello spaccio, soprattutto nella zona di Vigevano. Sono stati individuati 6 o 7 consumatori, infatti, che si erano rivolti al Vanoni per acquistare delle dosi. Secondo l’accusa il Panetta, aveva messo in piedi una propria rete di spaccio tra la Svizzera e il tiranese “in collaborazione” con quattro donne di origine dominicana. Tre residenti a Tirano, la quarta a Poschiavo. Il Panetta, dopo aver ricevuto lo stupefacente dall’hinterland milanese, confezionava le singole dosi nei locali della comunità Il Gabbiano, nei quali aveva accesso in qualità di autista, dove sono stati sequestrati un bilancino di precisione, cellophane per il confezionamento delle dosi e sostanza da taglio anche perchè la droga sequestrata era di alta qualità, quasi pura. La droga veniva poi rivenduta ai consumatori, al prezzo anche di cento euro al grammo. Una quindicina gli acquirenti che negli ultimi mesi si erano riforniti dal Panetta: tra di loro liberi professionisti, commercianti, esercenti, tutti residenti nel tiranese e nell’Alta Valtellina. Per incontrare i propri clienti, il Panetta, si serviva anche dell’auto del Gabbiano, un’Opel Meriva con il logo della comunità. Le donne coinvolte nel giro, di origine dominicana, avrebbero avuto il compito di portare la droga in Svizzera e spacciare nella val Poschiavo. In particolare: le tre donne residenti nel tiranese: una 27enne, due cugine di 27 e 19 anni e una 21enne, avrebbero ritirato la droga dal Panetta e l’avrebbero portata in Svizzera, servendosi in più di un’occasione anche del famoso trenino rosso. A Poschiavo, una quarta dominicana di 21 anni, provvedeva poi a spacciare le singole dosi.


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