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Isis in Italia, ci risiamo: ancora arresti nel Bresciano. Su twitter scrivevano: “Stiamo localizzando gli obiettivi, in attesa dell’ora X”

mercoledì, 22 luglio 2015

Brescia – La presenza di celle Isis in Italia non si placa. In mattinata blitz antiterrorismo della Polizia di Stato che ha eseguito a Brescia un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di due persone accusate di associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico. Arrestati un tunisino e un pakistano che aveva creato l’account twitter ‘Islamic_State in Rom’ e progettavano azioni terroristiche.polizia_4_7

Le indagini, condotte dagli uomini della Digos e del servizio Polizia postale, hanno permesso di accertare che i due, sostenitori dell’Isis, avevano svolto attività continuativa di istigazione pubblica in rete.

Su twitter c’erano messaggi minacciosi a firma Islamic State: sullo sfondo alcuni luoghi simbolo, a Roma e Milano. “Siamo nelle vostre strade. Siamo ovunque. Stiamo localizzando gli obiettivi, in attesa dell’ora X”. Questi alcuni dei messaggi, in italiano, arabo e francese, su foglietti tenuti in mano e, sullo sfondo, luoghi simbolo come il Colosseo, il Duomo o la stazione di Milano. Continuano le perquisizioni.

ROLFI: “CAPITALE DELL’ESTREMISMO, ORA SUPERPROCURA”

“Ormai è evidente come il nostro  territorio, a causa dell’eccessiva presenza di immigrati islamici e del radicamento di associazioni e organizzazioni islamiste, sia particolarmente esposto al problema. Di fatto siamo diventati la capitale italiana dell’estremismo islamico.” Così il vice capogruppo leghista al Pirellone, Fabio Rolfi, commentando i nuovi arresti avvenuti in queste ore nel bresciano.

“Negare il problema – prosegue Rolfi – non solo è pericoloso ma è anche autolesionista. Per questo ribadisco ancora una volta la necessità che gli investigatori bresciani, che ormai hanno acquisito una competenza e una conoscenza notevole del difficile e variegati mondo del terrorismo islamico, vengano dotati di poteri straordinari, anche in termini di coordinamento delle indagini delle varie procure. Serve una super Procura nazionale come ai tempi del terrorismo mafioso, per agire in modo più efficiente, efficace e incisivo contro questo cancro che minaccia il mondo libero, ma soprattutto per prevenire stragi come quelle avvenute in altri paesi a noi vicini.”

BECCALOSSI: “ORA BASTA”
“Adesso basta, serve un giro di vite come quello che in Lombardia abbiamo attuato con la Legge sui nuovi luoghi di culto. E ogni riferimento alle moschee non e’ puramente casuale”. Lo ha affermato Viviana Beccalossi, assessore regionale al Territorio e Urbanistica, commentando la notizia riguardante l’arresto, avvenuto oggi a Brescia, di due extracomunitari, sospettati di svolgere attivita’ propagandistica a favore del terrorismo islamico.

“Tutti i soloni che predicano nel nome dell’integrazione sempre e comunque -aggiunge Viviana Beccalossi- oggi devono quantomeno riflettere. Li abbiamo regolarizzati, gli abbiamo dato una casa e per tutta risposta scopriamo che un pakistano e un tunisino utilizzavano la lingua italiana, ovvero l’unico modo per capirsi, per progettare attentati a Milano e Roma. Se questo e’ il modello di accoglienza tanto auspicato da Renzi, dal suo Governo e dal centrosinistra, non possiamo dormire sonni tranquilli, anche perche’, per chi non lo avesse ancora capito, il prossimo passo, nel nome dell’integrazione islamica, sara’ la nascita di un partito in grado di condizionare in maniera forte e diretta le politiche del Paese che piu’ di ogni altro, per collocazione geografica, e’ maggiormente vulnerabile all’islamizzazione”.


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