QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad

Ad

Ad
Ad

Ad
Ad

Ad

Intervento di 12 ore per il Soccorso alpino: 71enne salvato sul Pizzo Scalino

martedì, 4 ottobre 2016

Valmalenco – Un intervento di dodici ore, in notturna, a una temperatura di dieci gradi sotto lo zero ha impegnato stanotte i tecnici della VII Delegazione Valtellina – Valchiavenna del Soccorso alpino. Poco dopo le 19 di ieri sera hanno ricevuto la richiesta d’intervento da parte della Centrale operativa del 118. soccorso-alpino-bergamo-1Un escursionista di 71 anni di Sesto San Giovanni (MI) era salito da solo sul Pizzo Scalino. A circa 3100 metri di altitudine però, dopo essere arrivato in vetta, si è trovato in difficoltà. Disorientato, era impossibilitato a proseguire e a scendere verso valle. Con il telefonino per fortuna è riuscito a chiedere aiuto. Le squadre territoriali del CNSAS Lombardo (Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico), composte da una decina di tecnici appartenenti alla Stazione di Valmalenco, sono partite subito per raggiungerlo. Sul posto anche il SAGF (Soccorso alpino Guardia di Finanza) e i vigili del fuoco, con la cellula fotoelettrica. I tecnici hanno dapprima dovuto affrontare, al buio, una traversata difficoltosa per raggiungere la parete nord, perché in questo periodo dell’anno sono già presenti ghiaccio e neve. Sono sempre riusciti a mantenere il contatto telefonico, per avere e dare indicazioni. L’uomo aveva con sé una pila per le segnalazioni luminose, strumento molto utile che chi va in montagna dovrebbe sempre avere nello zaino. Quando poi lo hanno raggiunto, l’escursionista era infreddolito e affaticato ma illeso. Sono state necessarie un paio d’ore per arrivare su un terreno più agevole. Insieme hanno raggiunto il rifugio Cristina, all’Alpe Prabello, e poi sono scesi tutti a valle. L’intervento si è concluso stamattina verso le 7. In questo caso l’esito è stato positivo e la persona soccorsa è tornata a casa sana e salva ma i rischi di un intervento che si svolge al buio e in un ambiente alpino, caratterizzato da neve e ghiaccio, a quote elevate, presenta sempre dei pericoli. Per questo, una pianificazione attenta di qualsiasi escursione è sempre raccomandata: è necessario programmare l’itinerario in base alle proprie capacità, alle condizioni meteorologiche, al periodo dell’anno. L’attrezzatura è altrettanto importante. È meglio rivolgersi agli esperti o ai professionisti della montagna, perché basta poco per fare la differenza tra una disavventura e una bella escursione in montagna.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136