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Inchiesta della Procura di Brescia su malattie neurodegenerative: sette medici nei guai

lunedì, 22 giugno 2015

Brescia – Sette medici nei guai, e il professor Marino Andolina ai domiciliari. Ha riprovato a somministrare una cura con cellule staminali ai pazienti affetti da gravi malattie  neurodegenerative. Così come aveva già fatto attraverso Stamina. Un anno dopo la fine della sperimentazione del contestato metodo, Marino Andolina torna ad avere guai con la giustizia.

Il medico triestino è stato infatti arrestato ed è ora ai domiciliari. Arrestati anche un medico chirurgo plastico di Brescia e altri tre, due bresciani e un milanese di Rho, esterni al mondo medico.

L’inchiesta ha interessato tre province: Brescia, Milano e Trieste. Per tutti l’accusa è di associazione a delinquere finalizzata alla truffa nell’ambito di un’inchiesta del pm Valeria Bolici della Procura di Brescia che ha visto impegnati i carabinieri del Nas di Brescia. Sette in totale gli indagati.

tribunale BresciaSecondo la Procura di Brescia, Andolina e gli altri arrestati avrebbero iniziato la sperimentazione l’estate scorsa, dopo il blocco definitivo al metodo Stamina imposto dai tribunali prima e dal Ministero della Salute poi. Gli indagati avrebbero infatti sfruttato le manifestazioni all’esterno degli Spedali civili di Brescia dei familiari dei pazienti che volevano farsi curare secondo il metodo Stamina per cercare pazienti ai quali somministrare i ‘prodotti farmacologicì, che la Procura di Brescia definisce “non autorizzati, non sperimentati clinicamente, privi dei prescritti requisiti di efficacia e sicurezza”. Nei prossimi giorni il quadro accusatorio sarà chiarito.


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