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Imprenditore trentino condannato a 30 anni per la morte di Daniela Sabotig in Val di Ledro

venerdì, 4 luglio 2014

Val di Ledro – Da un presunto incidente stradale a omicidio. Così per la morte di Daniela Sabotig un imprenditore trentino Ivan Zucchelli è stato condannato a 30 anni di reclusione. La sentenza è stata emessa dal Gup di Rovereto, Monica Izzo, che ha accolto le richiesta del Pm Fabrizio De Angelis.

La vicenda risale al febbraio dello scorso anno quando la farmacista friuliana Daniela Saboting venne ritrovata  priva di vita all’interno della sua vettura in fondo ad una scarpata in Val di Ledro. L’imprenditore trentino Ivan Zucchelli, indagato per omicidio volontario, è accusato di avere simulato un incidente stradale per coprire il delitto. Il movente satribunale-2rebbe stato quello di impossessarsi del patrimonio della Sabotig per cui aveva una procura. Secondo l’accusa, il raggiro sarebbe stato scoperto dalla donna. Nel mirino degli inquirenti era finito il pc dell’uomo su cui sarebbero stati  trovati riferimenti all’incidente  e durante l’inchiesta sono state ricostruite alcune intercettazioni a favore dell’accusa. La difesa ha sempre escluso il coinvolgimento dell’imprenditore trentino. 

Oggi Ivan Zucchelli è stato condannato a 30 anni di reclusione per la morte della farmacista friulana Daniela Sabotig.


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