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Imprenditore bresciano accusato di false compensazioni per un milione dalla Finanza

mercoledì, 31 agosto 2016

Brescia – Imprenditore accusato di false compensazioni per oltre un milione di euro, sequestrato di beni e liquidità. Nel mese di agosto, gli uomini del G.I.C.O. del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Brescia hanno dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo per equivalente, emesso dal Tribunale di Bergamo nei confronti dell’amministratore di una società operante nel settore edile, con sede a Brescia, per un importo corrispondente all’imposta evasa, quantificata in oltre un milione di euro.

Finanza TrentoL’attività in argomento trae origine dall’operazione denominata “Laguna”. In tale contesto, le Fiamme Gialle bresciane avevano eseguito un’attività di polizia giudiziaria nei confronti di un sodalizio criminale dedito alla commissione di reati fiscali e alimentari, riciclaggio, trasferimento fraudolento di valori e turbativa d’asta, culminata, nell’estate del 2015, con l’esecuzione di numerose misure restrittive della libertà personale.

A seguito di un’autonoma attività di monitoraggio di società considerate vicine al gruppo criminale indagato, venivano effettuati specifici accertamenti tesi a verificare il ricorso alle illecite compensazioni. Tale reato, previsto dall’articolo 10-quater del D.lgs. 74/2000, consiste nell’annullare fraudolentemente, in tutto o in parte, i debiti fiscali, previdenziali e assistenziali con crediti inesistenti della stessa natura.

In particolare, all’esito dei controlli effettuati nei confronti della società, è emerso come la stessa fosse stata utilizzata per l’assunzione di personale i cui oneri previdenziali e tributari erano stati sostanzialmente annullati col ricorso sistematico alle illecite compensazioni, effettuate attraverso crediti IRPEF e IRES inesistenti. Nello specifico, i militari hanno constatato come, per gli anni 2013, 2014 e 2015, la società avesse in carico, rispettivamente, 39, 57 e 72 dipendenti, pur non presentando alcuna dichiarazione fiscale obbligatoria per legge.

La successiva disamina dei modelli F24 presentati presso gli istituti di credito ha consentito di appurare che i debiti previdenziali e tributari, per complessivi 1.115.601,82 euro, erano stati compensati con inesistenti crediti IRPEF e IRES riferiti alle suindicate annualità. Tale sistema consentiva di falsare le regole della concorrenza, permettendo di offrire manodopera a un costo inferiore rispetto a quello praticato dal mercato attraverso l’annullamento degli oneri correlati al “costo del lavoro”.

Per le condotte illecite sopra delineate veniva denunciato all’A.G. bergamasca un imprenditore originario di Reggio Calabria, residente a Grumello del Monte (Bergamo), ed avanzata contestuale proposta di sequestro preventivo di disponibilità finanziarie e beni, riconducibili alla società o al suo amministratore, fino alla concorrenza dell’imposta evasa, accolta dal competente G.i.p.

Conformemente a quanto disposto dal summenzionato provvedimento, nei giorni scorsi i militari hanno proceduto al sequestro del capitale sociale, 2 unità immobiliari site nel Comune di Grumello del Monte, liquidità, titoli e un’autovettura.


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