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Imer, operazione “Ultimo botto” dei carabinieri: 52enne arrestato

martedì, 2 gennaio 2018

Imer - La notte del 31 dicembre, militari della Stazione Carabinieri di Imer (Trento) nell’ambito dei specifici controlli predisposti al fine di garantire la Pubblica Sicurezza in occasione dei festeggiamenti di fine anno, hanno proceduto alla perquisizione dell’abitazione di Graziano Romagna, 52enne residente a Mezzano (Trento) già noto agli inquirenti, ritenendo che all’interno della sua abitazione detenesse abusivamente armi o materiale esplodente.

carabinieri largeI sospetti degli operatori hanno trovato sin da subito ampio riscontro poiché quanto all’interno della sua residenza di Mezzano (Trento), ben occultato all’interno di un ripostiglio, è stato rinvenuto un importante quantitativo materiale esplodente di fabbricazione in parte balcanica ed in parte estera, ovvero:

- un cordone detonante lungo 118 metri contenente dell’esplosivo detonante

- due spezzoni di miccia a lenta combustione contenente della polvere nera flemmatizzata

- una matassa di miccia a lenta combustione catramata, uno spezzone di miccia a lenta combustione catramata contenente della polvere nera flemmatizzata

- sei detonatori elettrici con micro ritardo

- 88 detonatori ordinari a miccia di varia potenza,

- due detonatori a miccia innescati con spezzone di miccia a lenta combustione; unitamente a diversi detonatori elettronici e detonatori a miccia.

Alle domande dei militari riguardo la provenienza dell’esplosivo ed al motivo della sua detenzione l’uomo si è trincerato in un assoluto silenzio. Di seguito, in ordine al rinvenimento del materiale sopra descritto, il 52enne è stato tratto in arresto in flagranza per il reato di detenzione di materiale esplodente dando partecipazione al Magistrato di turno, Alessandra Liverani, Sostituto Procuratore della Procura della Repubblica di Trento che ha disposto la traduzione dell’indagato presso la casa circondariale di Trento.

Gli accertamenti sul materiale esplodente, esperiti dalla Sezione Artificieri  del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Bolzano, hanno confermato la sua pericolosità e l’ottimo stato di conservazione dello stesso nonché la fabbricazione risalente ad una trentina di anni fa.

Il materiale, solitamente impiegato nel settore delle cave, se utilizzato per scopi diversi, può provocare gravi danni ad infrastrutture e parti di edifici ed avere esiti devastanti e mortali sulla persona.

Sono in corso specifici approfondimenti al fine di identificare il fornitore dell’esplosivo ed acclarare il motivo della detenzione, stante al fatto che l’arrestato non risulta avere particolari connessioni con il mondo della criminalità organizzata né con ambienti riconducibili all’area eversiva.


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