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Il Cai ricorda Renzo Benedetti, vittima del terremoto in Nepal. Un giovane di Bolzano ancora disperso. In arrivo i primi finanziamenti

martedì, 28 aprile 2015

Cavalese – Grande cordoglio e commozione per la morte di Renzo Benedetti (nella foto), socio della Sezione Sat di Cavalese, Marco Pojer socio della Sezione SAT Alta Val di Fassa  e dei tecnici del Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico del CaiSisma Nepal: testimoni, ecco i nomi delle vittime italiane, Oskar Piazza, trentino, e Gigliola Mancinelli, marchigiana.

“È con grande dolore e cordoglio che apprendiamo della morte di Renzo Benedetti, Socio della Sezione Sat di Cavalese, Marco Pojer, socio della Sezione SAT Alta Val di Fassa e dei due tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Oskar Piazza, trentino, e Gigliola Mancinelli, medico marchigiano. Questa tragedia ci colpisce nel profondo del cuore, oltre che come uomini e donne, anche come comunità alpinistica. Rivolgiamo un pensiero ai familiari di tutte le vittime di questa tragedia. Vogliamo capire come possiamo essere concretamente utili”. Queste le parole del Presidente generale del CAI Umberto Martini.

“Per questa ragione – prosegue Martini – abbiamo avviato contatti con l’Union Internationale des Associations d’Alpinisme (UIAA) e il Club Arc Alpin (CAA) al fine di mettere in campo interventi coordinati, evitando la dispersione di energie e risorse. Appena possibile comunicheremo le iniziative che verranno intraprese. Il Nepal ha bisogno della nostra solidarietà, in particolare durante il lento ritorno alle normali condizioni di vita. Saremo attenti e vicini alla popolazione nepalese – conclude Martini – anche quando le luci dei riflettori mediatici sulla tragedia saranno attenuate, se non spente”.

Manca all’appello in Nepal il giovane bolzanino Aaron Hell. Il 22enne da mesi si trovava in Nepal, doveva rientrare in Alto Adige giovedì scorso, ma all’ultimo ha deciso di prolungare il suo soggiorno per fare un’altra gita di trekking nel parco nazionale di Langtang, dove il terremoto ha causato molte vittime. L’ultimo contatto telefonico  è avvenuto la scorsa settimana.

Il CAI ha aperto una raccolta fondi per aiutare le popolazioni colpite. Intanto la Giunta provinciale di Bolzano ha stanziato 50mila euro, d’intesa con il Ministero degli esteri e attraverso il partner estero della Croce Rossa nepalese, con un aiuto immediato dopo l’immane tragedia che ha colpito il Nepal. Ulteriori misure di sostegno alla popolazione nepalese – i senzatetto sono al momento stimati in un milione – saranno vagliate nelle prossime settimane.

Attraverso la cooperazione allo sviluppo Alto Adige e Nepal hanno costruito un legame profondo da anni. Il sostegno alla crescita sociale ed economica del Paese dell’Himalaya è stato uno dei punti centrali del programma di cooperazione internazionale della Provincia di Bolzano. Nel periodo 2000-2014 sono stati finanziati complessivamente 23 progetti di organizzazioni (tra cui Associazione Pro Nepal, Ethical Project, Associazione Beppe e Rossana Mantovan) e progetti diretti della Provincia per un totale di 800mila euro.

Attualmente la Provincia ha in corso in Nepal due progetti pluriennali di sviluppo nel settore della protezione civile e del soccorso alpino: uno fa seguito all’accordo siglato nel 2011 con il governo della capitale Kathmandu per la formazione e l’aggiornamento del servizio antincendi in una metropoli arrivata a oltre 2,5 milioni di abitanti ma con poche decine di vigili del fuoco e attrezzature superate. La Provincia ha messo a disposizione 150mila euro e automezzi e macchinari, oltre a personale per la formazione in loco.

Un secondo progetto riguarda la costruzione di un efficiente sistema di soccorso alpino, finanziato dalla Provincia con 130mila euro e che ha visto la formazione di un nucleo di operatori specializzati nella medicina d’alta quota e nel soccorso in montagna, in collaborazione con l’Istituto di medicina d’emergenza in ambiente alpino dell’Eurac e l’Alpenverein.


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