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Guardia di Finanza: oltre 1,6 milioni di euro sequestrati per evasione fiscale

giovedì, 14 luglio 2016

Desenzano – La Tenenza della Guardia di Finanza di Desenzano del Garda, in esecuzione di un Decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Brescia, ha sequestrato beni per un valore complessivo di oltre 1.600.000,00 euro, di cui oltre un milione in disponibilità finanziarie.

Nello specifico, nell’anno 2013 i Finanzieri intraprendevano l’attività ispettiva e la verifica fiscale nei confronti di una società di Desenzano operante nel settore edile i cui due soci amministratori (C.A. e Z.C. entrambi sessantenni bresciani), dopo aver ricavato oltre 9 milioni di euro per la vendita di un complesso residenziale sito in zona Castel Mella (BS), hanno ceduto le partecipazioni e un terreno edificabile ad altre società a loro riconducibili.

Successivamente alla fase di doloso depauperamento del patrimonio societario, i due bresciani hanno trasferito e venduto, a costi irrisori, le quote della società ad una cittadina rumena trentenne risultata irreperibile in territorio nazionale e considerata dai finanzieri una “testa di legno”.

Più in particolare, gli imprenditori hanno ceduto le quote societarie al “prestanome”, trasferendo la sede legale in Romania con lo scopo (evasivo) di far ricadere “l’obbligazione tributaria” in capo ad un soggetto compiacente non residente in Italia.

Nell’ambito dell’attività d’indagine condotta dalla Tenenza è stata appurata l’omessa dichiarazione di ricavi per oltre 9 milioni di euro, con una conseguente evasione d’imposta per un importo complessivo superiore a 2.200.000,00 euro.

Al fine di ottenere i necessari riscontri, anche contabili, sono stati pertanto eseguiti “controlli incrociati”, accertamenti bancari e postali che hanno permesso di denunciare per “omessa presentazione della dichiarazione” e “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte” i due imprenditori e la cittadina rumena divenuta formalmente titolare della società.

Il Giudice presso il Tribunale di Brescia, condividendo le richieste formulate dalla Procura della Repubblica, emetteva un decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, anche per equivalente, in relazione all’importo complessivo dell’imposta evasa. Con tale provvedimento è stato possibile aggredire, appunto per equivalente, i beni nella disponibilità dei responsabili, laddove non individuabili i proventi del reato per cui si procede.

I militari hanno così provveduto a sequestrare beni del valore complessivo di oltre 1,6 milioni di euro, costituiti da diversi immobili ubicati nelle Province di Brescia e Nuoro, quote societarie, un motociclo, disponibilità finanziarie, di cui 250.000,00 euro in contanti custoditi all’interno di due cassette di sicurezza bancarie.


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