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Guardia di Finanza: a Brunico sequestrati 30mila litri di gasolio, denunciati due napoletani

martedì, 30 agosto 2016

Brunico – La continua attività di controllo economico del territorio, svolta giornalmente dalla Guardia di Finanza anche a contrasto di ogni forma di traffico illecito, ha portato, nella tarda serata di ieri, i militari del Nucleo Mobile della Compagnia di Brunico a denunciare due cittadini di nazionalità italiana, originari della Provincia di Napoli, per il contrabbando di 30 mila litri di gasolio per autotrazione, intercettati in entrata Stato nei pressi del valico di Prato alla Drava.Finanza e gasolio

I militari che avevano provveduto al fermo dell’autocisterna, insospettiti dalle dichiarazioni contrastanti dei due camionisti, i quali non si dimostravano in grado di riferire alcunché sulla provenienza e la precisa destinazione del carico, decidevano di approfondire il controllo e, infatti, constatavano che il documento di trasporto riportava la dicitura “materiale anticorrosivo” nonostante sul semirimorchio non fosse affissa l’obbligatoria cartellonistica prevista dal Codice della Strada per la movimentazione delle merci pericolose.

A questo punto, l’autocisterna veniva scortata presso la vicina Caserma dei Vigili del Fuoco di Brunico, dove i Finanzieri procedevano, con il supporto dei Volontari, ad appurare la natura del prodotto trasportato, prelevandone alcuni litri a titolo di campionatura per le successive analisi del caso.

Un’attività molto delicata che permetteva di notare, grazie a fotografie ad infrarossi, come l’autocisterna fosse stata riempita fino alla capienza massima consentita e ciò con estremo pericolo per la circolazione stradale.

Al termine del controllo, si appurava definitivamente che il prodotto non era liquido anticorrosivo bensì gasolio per autotrazione e i trasportatori venivano quindi condotti negli uffici della Guardia di Finanza per la definizione del sequestro della merce e la denuncia, a piede libero, alla competente Autorità Giudiziaria per contrabbando di oli minerali.

Alle richieste da parte dei militari circa la consapevolezza del carico trasportato, i due camionisti, in un primo momento, negavano il loro coinvolgimento, per poi riferire di non essere proprio “alle prime armi” e di essersi riforniti in Slovenia. In effetti, i preliminari riscontri, eseguiti nell’immediatezza, hanno consentito di appurare che entrambi erano stati assunti da una società lombarda, nei cui confronti un altro Reparto della Guardia di Finanza aveva già svolto un’operazione analoga, conclusasi con l’arresto in flagranza di quattro responsabili; tra questi gli stessi organizzatori anche del trasporto appena intercettato in Alta Val Pusteria.

Quello del contrabbando di oli minerali è un fenomeno in espansione verso il quale la Guardia di Finanza dedica molta attenzione proprio per contrastare le organizzazioni criminali che lo pongono in essere e la conseguente evasione fiscale delle accise.


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