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Gli speleologi del CNSAS sono entrati in azione in Baviera per salvare l’uomo ferito nella grotta Rienseding – Schachthle

giovedì, 12 giugno 2014

Brescia – Incidente in Baviera: la Germania chiede l’aiuto degli speleologi italiani del CNSAS. Ci sono anche due bresciani nella comitiva. Dopo quattro giorni dall’incidente il Governo Federale Tedesco chiede aiuto al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico per tentare di salvare l’uomo ferito nella grotta Rienseding – Schachthle a quasi mille metri di profondità.soccorso alpino sarca

A seguito della richiesta del Soccorso Alpino Bavarese e dei contatti tra il Dipartimento di Protezione Civile Italiana, il Governo Federale Tedesco e la Protezione Civile Tedesca è stato richiesto formalmente, ai sensi del D.P.R. 194/2001, l’intervento del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) per organizzare l’evacuazione dello speleologo tedesco infortunato
si gravemente quattro giorni fa a meno 980 m di profondità nella grotta Riesending-Schachthöhle.

All’ 01.30 di domenica 8 giugno lo speleologo è stato gravemente ferito dalla caduta di massi mentre si calava sul fondo della grotta più profonda della Germania. Uno dei suoi compagni è riuscito a guadagnare l’uscita della grotta e a dare l’allarme impiegando circa 13 ore per percorrere i circa 3500 m di pozzi, cunicoli e strettoie che separavano il luogo dell’incidente dall’esterno.

Nelle ore successive il Bergwacht Bayern (Soccorso Alpino Bavarese), ha richiesto l’aiuto del CNSAS chiedendo al governo bavarese di attivare gli accordi internazionali di mutuo soccorso in essere fra Italia e Germania. Nel frattempo il CNSAS ha messo in stato di preallarme squadre di speleosoccorritori in tutto il Paese ed ha inviato subito una ridotta task force di tecnici di soccorso speleologico per supportare l’organizzazione dei soccorsi ed intervenire in situazioni di emergenza. Già quattro squadre italiane sono entrate in azione nelle scorse ore per risolvere situazioni particolarmente urgenti.

Fra l’altro, una squadra italiana è riuscita per prima a portare sul ferito un medico del CNSAS specializzato in soccorso medicalizzato in ambiente ostile e ad aiutare un medico austriaco che era rimasto bloccato a -700 portando anch’esso sul ferito. Il recupero si presenta particolarmente complesso principalmente per l’eccezionale profondità in cui è avvenuto l’incidente e per le difficoltà di progressione: ai nostri tecnici saranno necessarie diverse ore per percorrere il tragitto per raggiungere il ferito.

Ora squadre di tecnici specializzati – appartenenti alle delegazioni speleologiche CNSAS di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia , Liguria e Toscana – stanno partendo per collaborare alle operazioni di recupero che, vista l’estrema profondità e complessità della grotta, è presumibile si protrarranno per diversi giorni.


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