QUESTO SITO WEB UTILIZZA COOKIES. NEL CONTINUARE A NAVIGARE SUL SITO STAI ACCETTANDO L'UTILIZZO DEI COOKIES.
TI INVITIAMO A LEGGERE LA COOKIES POLICY.
X
Ad
Ad
Ad

Ad

Gli speleologi del CNSAS al lavoro nella grotta Riesending in Baviera

mercoledì, 11 giugno 2014

Brescia – Gli speleologi italiani del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), sono arrivati in Alta Baviera, e hanno iniziato le operazioni di soccorso nella grotta Rienseding Schachthöhle.

Sono entrate in attività le prime squadre del  CNSAS mobilitate per le operazioni di soccorso allo speleologo infortunato nella grotta in Baviera
I tecnici italiani del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) sono stati chiamati in supporto dal Bergwacht-Bayern (Soccorso Alpino Bavarese) sulla base di accordi internazionali di mutuo soccorso in
essere tra le varie organizzazioni di soccorso speleologico europeo per portare aiuto  a uno speleologo tedesco di 52 anni, rimasto ferito nelle prime ore del 8 giugno dalla caduta di massi durante una punta a quota meno 980m nella grotta Riesending Schachthöhle la più profonda grotta tedesca.
E’ in atto il tentativo di soccorso ad uno speleologo rimasto vittima di un grave incidente nella grotta Riesending-Schachthöhle, la più profonda grotta della Germania.

soccorsoalpino

“Abbiamo  un mandato ufficiale da parte del Governo Federale Tedesco per iniziare le operazioni in grotta”, fa sapere la dirigenza del CNSAS. “Al momento i nostri tecnici – il cui aiuto è stato richiesto dal Bergwacht Bayern (Soccorso Alpino Bavarese), – sono fermi a poca distanza dall’ingresso della grotta e stanno per ora collaborando all’organizzazione delle operazioni di salvataggio con compiti di consulenza e indirizzo. Non appena la richiesta tedesca arriverà al Dipartimento di Protezione Civile italiano potremo dare il via ad una fase più operativa, con la penetrazione del nostro personale nell’abisso e l’avvio della fase di trasporto del ferito, in collaborazione con gli speleologi tedeschi. Per ora restiamo in attesa”.

Il ferito, in gravi condizioni, è bloccato ad una profondità di 980 metri. Le operazioni di recupero è presumibile si protrarranno per diversi giorni. “Nel caso venga richiesto, 20 tecnici specializzati – appartenenti alle delegazioni speleologiche CNSAS di Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e Toscana – sono pronti a partire per collaborare alle operazioni di recupero”, concludono dalla direzione del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.


© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136