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Sfruttamento prostituzione nel Bresciano, arrestati cinque cinesi

giovedì, 20 giugno 2013

Brescia – La squadra mobile della questura di Brescia ha arrestato cinque cinesi accusati di associazione a delinquere finalizzata alla costituzione e all’amministrazione di ‘case di prostituzione’ nonché di sfruttamento dell’attività di meretricio di numerose donne cinesi. La zona era quella tra le valli e il Garda: infatti venivano utilizzati tre appartamenti a Brescia e due centri massaggi a Villa Carcina e a Desenzano. I clienti italiani vi venivano indirizzati attraverso un vero e proprio call center (in cui lavorava anche una ragazza minorenne), i cui riferimenti telefonici erano reperibili  anche attraverso siti e quotidiani. In tutto sono 13 le persone cinesi indagate e hanno responsabilità nella gestione e amministrazione delle ‘case di prostituzione’. L’organizzazione criminale poteva contare su un giro fiorente, e teneva per sé il 60% degli introiti. Il resto veniva destinato alle ragazze, che guadagnavano in media 2 mila euro al mese. Organizzazione che sarebbe stata pronta ad aprire altre ’case di prostituzione’ nel Bresciano. Durante le perquisizioni gli ag20130410070746enti hanno trovato anche documentazione relativa alla contabilità delle prestazioni sessuali, alle spese di gestione delle ‘case di prostituzione’, ai pagamenti delle inserzioni pubblicitarie e alle spartizioni delle percentuali con le giovani prostitute.  Le ragazze venivano reclutate a Milano, in zona Paolo Sarpi, e dovevano rispondere a certe caratteristiche: dovevano essere giovani, molto belle e saper parlare italiano.

 


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