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Furti di notte nelle ditte e spaccio: operazioni dei carabinieri nel Bresciano, due arresti

sabato, 10 maggio 2014

Gavardo –  I militari della locale Stazione dei Carabinieri hanno arrestato per produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti un commerciante classe ‘76, pregiudicato per reati specifici.

A seguito di specifica attività informativa inerente episodi di spaccio nel territorio, i militari hanno attuato una serie di servizi di osservazione e pedinamento, fermando l’uomo.

Questi aveva allestito nella propria abitazione, una serra artigianale per coltivazione dì marijuana in-door, completa dì lampade, fertilizzanti e manuali dì istruzione. Nel corso della perquisizione domiciliare venivano rinvenuti nella sua disponibilità trenta grammi circa di marijuana gia’ pronta per l’utilizzo, vari semi di canapa indiana, bilancini elettronici di precisione nonche’ materiale per il confezionamento delle dosi, otto piante di marijuana già in florescenza. Nel corso del rito direttissimo l’arresto è stato convalidato, l’udienza rinviata a giugno prossimo mentre l’uomo nel frattempo avrà l’obbligo di presentazione quotidiana.

A POMPIANO…

A seguito di alcuni furti perpetrati nei giorni scorsi nel territorio orceano, la Compagnia Carabinieri di Verolanuova aveva disposto un incremento dei servizi di vigilanza del territorio facendo ivi concentrare anche equipaggi delle limitrofe stazioni di Borgo San Giacomo e Quinzano nonché personale del Nucleo Operativo e Radiomobile di Verolanuova.Foto cronaca carabinieri verolanuova

L’intensificazione della vigilanza dava i suoi frutti e nella scorsa nottata i Carabinieri di Orzinuovi intervenivano presso una ditta ubicata nella zona artigianale di Pompiano, già vittima più volte di furti, in quanto era stato perpetrato l’ennesimo atto predatorio da parte di ignoti.

Da un primo sopralluogo, i militari intervenuti sul posto notavano che il furto era stato commesso con l’ausilio di un pezzo in acciaio della lunghezza di circa 80 cm, usato come “ariete” per sfondare la porta d’ingresso.

Dopo una mezz’ora circa di serrate ricerche, gli operanti riuscivano ad intercettare i malviventi, di cui uno travisato con passamontagna, nella zona industriale di Orzinuovi. Gli stessi venivano infatti sorpresi a scavalcare la recinzione di un’autofficina ivi ubicata e poi tentare la fuga uno a piedi ed uno a bordo di un Renault Kangoo di colore bianco, risultato poi essere provento di furto in provincia di Bergamo.

Ingaggiato un inseguimento a piedi nelle vie della suddetta zona artigianale, il malvivente con il passamontagna, veniva bloccato e tratto in arresto, mentre il secondo riusciva a far perdere le proprie tracce.

Il successivo sopralluogo, portava a constatare che i malviventi avevano altresì portato a compimento, sempre mediante effrazione di una porta d’ingresso laterale, il furto anche nell’autofficina ove era stati visti poco prima, all’interno della quale asportavano altro denaro contante ammontante a 500 euro circa.

Dalla perquisizione del veicolo, rinvenuto a pochi kilometri di distanza, venivano rinvenuti numerosissimi arnesi idonei allo scasso tra cui due mazze in ferro, un flessibile, due piedi di porco e cacciaviti di varie misure.

L’attività investigativa, portava altresì a constatare che il modus operandi utilizzato prima di compiere i furti, consisteva nell’asportare un veicolo il giorno precedente e, solo qualche ora prima, applicarvi sullo stesso delle targhe asportate poco prima del colpo. Ciò consentiva ai malviventi di viaggiare in modo sicuro, poiché di fatto, le nuove targhe installate, non risultavano da ricercare, non avendone ancora, le vittime, constato l’ammanco e quindi sporto denuncia.

Tutta la refurtiva dei due furti commessi, veniva recuperata sull’arrestato e poi successivamente restituita agli aventi diritto, così come il veicolo e le targhe.

A carico del malvivente tratto in arresto, S.N., trentacinquenne albanese, pluripregiudicato, domiciliato a Treviglio, in provincia di Bergamo, veniva applicata dal Tribunale di Brescia la misura cautelare degli arresti domiciliari così da evitare che lo stesso possa reiterare analoghe condotte, mentre prosegue l’attività investigativa per l’identificazione del secondo soggetto, sul quale questo comando ha acquisito elementi tali da poter conclude a breve l’indagine.


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