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Fabbrica di droga in Trentino, Tenno: nuova misura cautelare per il 36enne Cardenas e tre denunce per estorsione

martedì, 9 gennaio 2018

Tenno – La Stazione Carabinieri di Arco, nel proseguo delle indagini coordinate dalle Procure di Rovereto (Trento), Fabrizio De Angelis, e Procura della Repubblica di Trento, Licia Scagliarini, hanno permesso di fare piena luce sull’attività criminale di Benjamin Cardenas Cedeno, 36enne di origini panamensi ma naturalizzato italiano.

drTutto inizia all’alba del 21 novembre unitamente ad una unità cinofila con il formidabile pastore tedesco “Nico” con la perquisizione delle case di Tenno (Trento) dove sono stati rinvenuti 22 grammi di hashish e 30 grammi di Marijuana, suddivisi in dosi e la somma di 550 euro in contanti occultati all’interno di una cassa acustica dello stereo professionale.

L’uomo credeva che i militari fossero soddisfatti dell’esito del controllo ma gli investigatori che da giorni hanno osservato i suoi spostamenti, trovandolo in possesso delle chiavi di un’altra abitazione occupata dalla sua fidanzata, hanno esteso la perquisizione nell’abitazione di C.S. 21enne in un appartamento di Fiavè, frazione Ballino.

Qui i militari hanno trovato una vera e propria “Drug Farm”, infatti al livello superiore dell’abitazione suddivisa (zona giorno a piano terreno e zona notte al superiore) era stato predisposto interamente alla coltivazione della cannabis trovando 2 serre professionali (2x2x2 metri) a chiusura ermetica con ricircolo forzato dell’aria con filtri a carboni attivi, lampade, igrometri, termometri, molti fertilizzanti specifici per la coltivazione della cannabis, ormoni radicali della crescita e insetticidi, vasi, sacchi di terriccio, ventilatori, con all’interno 20 piante di cannabis suddivise per qualità (arancio, arancio sativo, gran daddy), quelle nella prima alte 1 metro circa mentre nella seconda alte circa 1,20 metri con copiose infiorescenze che ne fanno dedurre agli inquirenti siano del tipo “geneticamente modificate”.

Inoltre ai piedi del letto matrimoniale sono state trovate due teche (termine utilizzato dai seminatori ed indica i contenitori in plastica – incubatrici) per la germinazione intensiva del seme con ormoni radicali in apposite spugnette, contenenti 32 piantine di cannabis alte 15 centimetri, in crescita per sostituire le altre nelle serre.

Nell’abitazione inoltre c’era anche il reparto di essiccazione consistente in un ambiente con stendini per biancheria ed un deumidificatore che ha consentito di ottenere il prodotto finito. Infatti sono stati trovati vari involucri catalogati per peso e qualità dall’uomo per un totale di 1,7 kg di marijuana pronta all’uso.

Nel corso della perquisizione sono stati sequestrati anche 60 grammi di hashish del tipo morbido e la scoperta di 216 grammi di marijuana essiccata custodita nel congelatore ha rivelato che l’uomo destinasse parte della coltivazione per la successiva lavorazione artigianale – non facile – per ottenere il “fumo” dalle eccelse qualità.

Il tutto era registrato su un calendario con tempi di semina, germogliazione, messa in serra, taglio e preparazione.

La nuova fase delle indagini mediante l’analisi di tutto il materiale sequestrato compresi telefoni cellulari e personal computer ha permesso di sequestrare altri 220 grammi di hashish ottenuto artigianalmente e suddiviso in dosi e ripartito in base alle diverse qualità di cannabis di provenienza (BURRO SATIVA, PINE SKUUK, PINE CAVA SKUUK, CALICE CHEM CRITICAL etc) custoditi in un vaso di vetro a chiusura ermetica e nascosto all’interno di un sacco di torba.

I carabinieri nel contesto dell’operazione hanno proceduto alla rimozione completa ed al sequestro di tutto il materiale attinente la coltivazione e quindi anche 8 sacchi di torba.

Le analisi effettuate a cura del LASS Carabinieri di Laives hanno fornito dei risultati sorprendenti sulla percentuale di principio attivo presente che va dal 30 al 68%, quindi sostanze che raramente si trovano sul mercato comune degli stupefacenti essendo un prodotto di nicchia che si trova solo nelle farm marocchine.

L’indagine è continuata alla volta dell’identificazione dei destinatari dello stupefacente facendo emergere un fiorente mercato con prezzi fino a 50 euro al grammo per l’hashish più resinoso.

Cardenas è stato sottoposto dalla misura cautelare in carcere a quella degli arresti domiciliari presso l’abitazione della madre con tutte le prescrizioni che quel regime contempla (divieto di comunicare con persone diverse da quelle conviventi, non usare il telefono e computer connessi alla rete per comunicare anche a mezzo di social telematici).

Non curante delle prescrizioni, personalmente e con l’ausilio di due persone ha fatto recapitare messaggi dal tono non certo amichevole ai destinatari che avevano debiti di droga con lui, quindi i Carabinieri di Arco chiedevano alla Procura della Repubblica di Trento l’aggravamento della Misura Cautelare che il Giudice per le Indagini Preliminari, Francesco Forlenza immediatamente ha recepito emettendo ieri l’Ordinanza di Custodia Cautelare in Carcere per Cardenas, quindi i militari arcensi si sono recati presso l’abitazione di Tenno per poi condurlo a Spini di Gardolo con l’accusa anche di estorsione.


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