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Evasione in Trentino, la Guardia di Finanza scopre 7 milioni non dichiarati

venerdì, 19 luglio 2013

Trento – La Finanza traccia il bilancio dell’attività: scoperti 11 evasori totali per 7 milioni di redditi non dichiarati. Negli ultimi sei mesi i militari della GdF di Trento hanno  svolto un’indagine per contrastare la raccolta di metalli, rame e ottone.

EVASIONE

L’inchiesta ha portato ad individuare complessivamente 126 persone e di inquadrarle in 11 evasori totali (6 società di fatto a carattere familiare e 5 ditte individuali), che svolgevano abusivamente l’attività di gestione e commercializzazione di metalli.  L’organizzazione – secondo quanto raccolto dalla Fiamme Gialle – ha sottratto a tassazione ricavi per un totale di poco inferiore ai 7 milioni di euro, movimentando oltre 24mila tonnellate di metalli.

DENUNCIATI117

Tutti i 126 soggetti, di prevalente etnia rom e sinti, sono stati denunciati alle Procure della Repubblica di Trento e Rovereto per i reati di cui agli artt. 256 (Attività di gestione di rifiuti non autorizzata), 259 (Traffico illecito di rifiuti) e 260 (Attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti) del Testo unico dell’Ambiente, che prevedono pene tra i 3 mesi di arresto e i 6 anni di reclusione e sono già stati sanzionati tutti amministrativamente dall’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (A.P.P.A.) per l’assenza delle autorizzazioni e della documentazione obbligatoria prevista (registri di carico e scarico, formulari di trasporto rifiuti, MUD – modelli unici di dichiarazione al catasto rifiuti).
Oltre ad operare senza le previste autorizzazioni ambientali, tutti i soggetti non hanno mai presentato alcuna dichiarazione fiscale, evadendo completamente le imposte sui redditi conseguiti.

I FATTI

I militari delle Fiamme Gialle hanno così inquadrato i soggetti coinvolti in una serie di società di fatto e ditte individuali, in quanto, oltre ai diversi legami di parentela ed affinità, sono emersi numerosi elementi che hanno fatto ritenere che la fattiva collaborazione tra gli stessi si sviluppasse secondo un modello tipicamente imprenditoriale (scambi di mezzi, punti di approvvigionamento e commercializzazione comuni, identiche domiciliazioni, precise ripartizioni dei compiti e organizzative…).
I soggetti economici così identificati sono stati fiscalmente domiciliati presso alcune sedi individuate nel corso delle indagini sul territorio comunale di Trento e sono tuttora in corso di esecuzione ulteriori attività di polizia giudiziaria.


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