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Estate sul Sebino: lavoratori in nero, scontrini non emessi. La tenenza della Finanza di Pisogne traccia il bilancio

giovedì, 6 ottobre 2016

Pisogne – La tenenza della Guardia di Finanza di Pisogne (Brescia), nell’ambito di specifiche attività attinenti al controllo economico del territorio ed in concomitanza dell’incremento turistico estivo (da giugno a settembre) nelle località lacustri presenti sulla sponda bresciana del Sebino, ha effettuato capillari controlli in materia di “sommerso da lavoro” e “scontrini e ricevute fiscali” nei confronti di diverse strutture ricettizie del territorio.

L’attività delle Fiamme Gialle di Pisogne, coordinata dal luogotenente Bruno Gerbini (nella foto), ha portato a scoprire lavoratori in nero, scontrini non emessi e canoni non pagati.  I casi più eclatanti: un albergo della zona di Iseo occupava una trentina di persone come  lavoratori occasionali, quando invece si configurava un lavoro dipendente, inoltre durante il grande evento dell’artista Christo sul  Sebino sono stati effettuati controlli speciali per la mancata emissione di scontrini.

gerbini

I servizi posti in essere dai finanzieri sono stati finalizzati ad accertare sia la regolare tenuta della documentazione amministrativa e contabile da parte degli operatori economici sia l’effettivo rilascio della documentazione fiscale a fronte della cessione di beni e servizi.

Le fiamme gialle, al termine delle ispezioni effettuate, hanno contestato, nel periodo in riferimento, 146 mancate emissioni di scontrini e ricevute fiscali rispetto ai 243 controlli eseguiti, nonché l’impiego di 31 lavoratori irregolari (inquadrati come “collaboratori occasionali” anziché come “lavoratori stagionali”) e di 38 lavoratori completamente in nero, oltre che violazioni   attinenti al mancato pagamento del canone Rai.

Per ciascuna violazione rilevata (mancata emissione di scontrino/ricevuta fiscale) i militari della Guardia di Finanza di Pisogne hanno proceduto alle prescritte contestazioni e alle segnalazioni all’Agenzia delle Entrate ai fini dell’applicazione delle relative sanzioni amministrative.

Altrettante procedure sanzionatorie sono state avviate in materia di lavoro nero: per ciascun dipendente irregolarmente impiegato è prevista una sanzione che va da un minimo di 1.500 euro ad un massimo di 9mila euro.


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