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Droga, truffa e sodalizio criminale: tre operazioni dei carabinieri nel Bresciano

giovedì, 22 marzo 2018

Desenzano del Garda – Al termine dell’attività di indagine la Stazione Carabinieri di Leno ha denunciato a piede libero un italiano 36enne residente a Lonato, già noto per reati contro il patrimonio, resosi responsabile di truffa ad anziani. carabinieriIl giovane nel mese di febbraio aveva contattato telefonicamente la propria vittima fingendosi un avvocato incaricato dai figli di assisterli in Tribunale, dove erano stati condotti in stato di arresto dai Carabinieri a seguito di un incidente stradale da loro procurato. Il finto avvocato aveva rassicurato la povera vittima riferendo che grazie al suo operato, dietro il pagamento di 15mila euro in contanti o monili d’oro, avrebbe sistemato la pratica e fatto scarcerare i figli. Dopo aver ricevuto il consenso telefonico da parte della vittima – una anziana di Leno – da lì a poco si è presentato presso l’abitazione come un incaricato del Tribunale per ritirare il pattuito, “accontentandosi” di circa 7mila euro racimolati dalla vittima tra oro e contanti. Le indagini avviate immediatamente dai carabinieri della Stazione di Leno hanno consentito l’acquisizione di elementi probatori volti all’identificazione dell’autore. L’uomo dovrà ora restituire il maltolto e rispondere davanti al giudice di truffa ad anziani.

OPERAZIONE DEI CARABINIERI DI VEROLANUOVA

La Compagnia Carabinieri di Verolanuova, a conclusione di articolata e complessa attività di indagine, ha disarticolato un sodalizio criminale radicato nella provincia di Brescia ma operante nell’area del Nord Italia, tra le regioni Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, Trentino e Friuli Venia Giulia dedita all’appropriazione indebita di veicoli a noleggio mediante l’esportazione all’estero.

Le indagini, dirette costantemente dalla Procura della Repubblica di Brescia, hanno consentito di appurare che il sodalizio criminale operava dal 2013 con il seguente modus operandi: faceva noleggiare il veicolo da un collaboratore italiano incensurato o straniero appositamente remunerato, in alternativa da un membro del sodalizio con documenti falsi o contraffatti, direttamente o con voucher per auto sostitutiva ottenuti da ignare compagnie assicurative. L’autovettura una volta in possesso della banda veniva condotta in Serbia e ceduta ad un ricettatore operante in quella nazione, mentre in Italia, nei casi di auto noleggiate da collaboratori compiacenti, ne veniva denunciato il furto.

E’ stato accertata l’appropriazione di ben 80 veicoli ai danni di altrettante agenzie di noleggio. Il valore di listino complessivo dei veicoli trafugati dall’organizzazione supera il milione di euro, quasi totalmente non coperto da assicurazione che normalmente supplisce i noleggiatori per il solo furto, anziché la truffa o l’appropriazione indebita come per i casi in specie. Oltre ad autovetture di varie categorie, sono stati trafugati anche pulmini, furgoni, celle frigo, costosi camper e piattaforme aeree (cestelli), dei quali circa dieci sono stati recuperati all’estero.

Il 20 marzo il cerchio si è chiuso sui principali attori del sodalizio criminale: due fratelli serbi pregiudicati e due cittadini italiani. Tutti sono stati sottoposti agli arresti domiciliari e dovranno rispondere dei reati di appropriazione indebita, truffa, simulazione di reato, ricettazione e falsità materiale in autorizzazioni amministrative in concorso tra loro. Altri componenti del sodalizio criminale con ruoli marginali sono stati rinviati a giudizio mediante notifica di avviso di conclusione delle indagini non solo dalla Procura di Brescia ma anche da quelle di Lodi, Verbania e Vicenza ove insistono ulteriori fascicoli processuali, in merito alla vicenda, ivi giunti per competenza.

Ai fini delle indagini si è rivelato assai proficuo l’apporto fornito dalla Polizia Slovena e Serba che su indicazione dei carabinieri ha recuperato quattro veicoli già espatriati ed arrestava i corrieri Serbi a Lubiana.

DROGA: DENUNCIATA COPPIA DI GIOVANI

I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Desenzano, nella scorsa nottata, durante un controllo ad una persona sottoposta agli arresti domiciliari in Desenzano, hanno avvertito un intenso odore di marijuana. Seguendo tale traccia olfattiva, hanno percorso il corridoio del condominio in cui già si trovavano per via del controllo, fino a giungere alla porta d’ingresso dell’abitazione di un 25enne e di una 26enne. L’odore era talmente intenso che hanno subito suonato a quel portoncino e chiesto ai suoi occupanti spiegazioni, annunciando loro che avrebbero comunque, date le circostanze, effettuato una perquisizione domiciliare. Al termine delle operazioni i militari hanno rinvenuto un barattolo in vetro contenente circa 20 grammi di marijuana. La coppia è stata denunciata all’Autorità Giudiziaria e la droga sequestrata.


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