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Droga in Valle Camonica, il legale dei Sallaku denuncia l’incompatibilità del Pm

martedì, 24 settembre 2019

Brescia – Sollevata una questione di incompatibilità nell’inchiesta sui fratelli Sallaku, il legale denuncia il Pm Paolo Savio, per presunto abuso d’affucio. Nel corso dell’udienza preliminare sulle 28 persone indagate e rinviate a giudizio del Gup per presunto traffico di droga tra Sebino e Valle Camonica e detenzione di armi, l’avvocato Stefano Sartorato ha sollevato la questione di incompatibilità del Pm Paolo Savio e depositato una denuncia al tribunale di Venezia nei confronti del magistrato.

L’inchiesta “Camaleonte” della Dda di Brescia, condotta dai carabinieri di Breno e Clusone, era scattata nel novembre 2017 e aveva portato in carcere i capi del gruppo che – secondo l’accusa – trafficava droga a livello internazionale, proveniente dall’Albania. L’accusa nei loro confronti è di aver smerciato 80 chili di droga, soprattutto cocaina. Gli inquirenti avevano individuato in Saimir Sallaku il capo, con la complicità del fratello Taulant, di Alessandro Giorgi di Pisogne e del figlio Denis. Nell’inchiesta finirino anche gli albanesi Agim Bejko, Enkeleid Bejko e Roland Tusha, marito, moglie e figlio, che avevano trasformato un appartamento di Osio Sotto in una raffineria della droga.

Oltre alla decisione del Gup sui 28 indagati, ora pesa la denuncia del legale dei Sallaku alla Procura di Venezia che di fatto blocca tutto in attesa della decisione del tribunale di Venezia.



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