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Doppio blitz dei carabinieri nel Bresciano: cinese arrestato e bosniaco denunciato

lunedì, 12 febbraio 2018

Carpenedolo – Sabato sera, in via XXV aprile di Sirmione, i militari di quel comando a conclusione di specifiche indagini hanno denunciato in stato di libertà D.R., 54enne, bosniaco, pregiudicato, in Italia senza fissa dimora, per furto aggravato e continuato. L’uomo è risultato dagli accertamenti essere l’autore di diversi furti su autovettura, tramite effrazione di un finestrino, perpetrati nei parcheggi nella penisola e nelle cassette per l’elemosina delle chiese, con la tecnica del nastro biadesivo applicato ad un’asta di acciaio.

La perquisizione effettuata sulla sua Renault Clio, luogo in cui è apparso effettivamente vivere, ha consentito ai carabinieri di rinvenire una cinquantina di paia di occhiali da sole, diverse chiavi di abitazioni e numerose monetine. L’operazione s’inquadra nell’attività del Comando Stazione Carabinieri di Sirmione concentrata in un costante controllo del territorio e approfondimento dei fatti reato che vi avvengono, in un contesto non facile di afflusso turistico con cifre a sei zeri (superiore ai due milioni di presenze).

carabinieri tutela lavoroARRESTO PER “CAPORALATO AGGRAVATO

Il Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Brescia, con la collaborazione della Stazione Carabinieri di Carpenedolo, ha arrestato un cittadino cinese per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Risultava assunto presso una ditta di confezionamento di calze da donna in Acquafredda (Brescia), ma di fatto ne era il co-gestore dell’attività imprenditoriale intestata ad un suo connazionale irreperibile. Era lui che reclutava la mano d’opera, a retribuirla per tre centesimi al pezzo, per un massimo di 15 euro al giorno per una giornata lavorativa non inferiore alle 10 ore, soprattutto in orario serale e per sei giorni alla settimana. Al momento dell’acceso i Carabinieri hanno sorpreso a lavorare 9 cittadini cinesi di cui 5 senza un contratto di lavoro e clandestini, privi di permesso di soggiorno. I lavoratori avevano ricavato delle stanze adibite a dormitori, ubicate al primo piano dello stabile ove, al piano terra, vi era il laboratorio. Hanno riscontrato pessime condizioni igienico-sanitarie. Le stanze erano prive di riscaldamento e di armadi. I vestiti erano ammassati per terra insieme a generi alimentari in cattivo stato di conservazione. I Carabinieri hanno proceduto a sottoporre a sequestro il laboratorio. Al cittadino cinese, padre di un bambino di 8 mesi che viveva con lui e con la moglie in una delle stanze sopra al laboratorio, il Pubblico Ministero ha concesso gli arresti domiciliari in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto avanti al GIP del Tribunale di Brescia, che si è tenuta questa mattina. Il GIP ha convalidato l’arresto ed ha emesso ordinanza di custodia cautelare della presentazione quotidiana alla P.G. Ha convalidato il sequestro del laboratorio.

Nei confronti della ditta e del legale rappresentante sono state elevate sanzioni per 56mila euro per violazioni delle norme in materia di sicurezza sul lavoro e per il lavoro nero ed è stata disposta la sospensione dell’attività imprenditoriale. I cittadini cinesi clandestini sono stati accompagnati a Roma in un centro di prima accoglienza.


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