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Donna dell’Est Europa estorceva da anni denaro a uomo, arrestata dai carabinieri di Cles

giovedì, 21 novembre 2013

Cles – Da tre anni estorceva denaro a uomo della Val di Non. Smascherata e arrestata dai carabinieri di Cles. I fatto sono stati ricostruiti dai militari: l’uomo della Val di Non non lo aveva certo immaginato che quella giovane con l’auto in panne soccorsa in una giornata di pioggia di tre anni fa gli avrebbe via via sfilato quasi 16mila euro prima di essere arrestata, nella flagranza del reato di estorsione, dai carabinieri della Compagnia di Cles.

carabinieri manette

LA STORIA

L’amicizia tra l’uomo e la 24enne  O.V. moldava, era nata per caso e così aveva voluto che sembrasse la ragazza, e si era protratta per qualche mese. Pochi incontri, timidi approcci sessuali, il tempo di scattare qualche foto davanti ad una bottiglia di vino e ad una candela accesa. Poi regolari richieste di danaro dietro la minaccia di raccontare la loro relazione alla moglie della vittima.

I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile, ai quali qualche giorno fa l’uomo – un impiegato quarantenne della Val di Non – si era rivolto perché veramente esasperato dalle sempre più insistenti richieste della ragazza, sono intervenuti nel mentre questi consegnava all’avvenente signorina l’ennesima somma di danaro per scongiurare le sue minacce, sempre più asfissianti, di inviare alla compagna alcune foto compromettenti della relazione che avevano clandestinamente vissuto. Questa volta però le quattro banconote da 100 euro erano state fotocopiate dai militari, che così hanno potuto provare il “passaggio di mano” e confutare le affermazioni della 24enne moldava, che aveva lavorato come badante nella zona: prima di ammettere l’evidenza, questa ha infatti asserito trattarsi di denaro prelevato da lei stessa, qualche minuto prima, presso uno sportello bancomat di Cles.
Gli uomini dell’Arma, nel raccogliere la denuncia hanno acquisito i messaggi, palesemente intimidatori, della donna. Il cerchio si è chiuso con il reperimento addosso alla predetta dei telefoni cellulari contenenti le schede telefoniche per mezzo delle quali assillava la vittima. Per l’estorsore, che ultimamente trascorreva molto tempo in patria ed infatti era tornata in Val di Non soltanto per prendere un altro po’ di soldi, si sono aperte le porte del carcere di Trento.


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