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Desenzano del Garda: la polizia smaschera nomade 33enne accusata di furti, irreperibile dal 2009

venerdì, 30 gennaio 2015

Desenzano del Garda – Il Commissariato  della Polizia di Stato di Desenzano del Garda (Brescia) ha messo fine alla latitanza di una donna nomade di 33 anni, irreperibile dal 2009, colpita da un provvedimento di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Rovigo per l’espiazione della pena di anni 1 di reclusione per una serie di reati contro il patrimonio commessi in diversi capoluoghi del Veneto. La vicenda ha avuto inizio a seguito del controllo, presso un  albergo ubicato in questo centro cittadino, di un cittadino nomade di origine francese che aveva a suo carico numerosi precedenti di polizia per reati contro il patrimonio.

Lo stesso si accompagnava ad una donna che dalle generalità e documenti forniti risultava  una cittadina croata incensurata. L’atteggiamento di disagio e nervosismo durante il controllo della coppia insospettiva gli operanti che approfondivano le verifiche sui bagagli, sul mezzo e sulle persone. I due venivano accompagnati in Ufficio e sottoposti a foto segnalamento ove emergeva la falsità delle generalità fornite dalla donna; la stessa era inoltre colpita da provvedimento di carcerazione per espiare una pena detentiva.

Dagli accertamenti svolti risultava che quest’ultima: M. G., di anni 33, di etnia  rom,  nel 2009 era evasa dagli arresti domiciliari dall’abitazione di Bagnolo di Po’ (Rovigo) ove era sottoposta alla misura cautelare inflitta dai giudici di Rovigo perché indagata per alcuni furti e truffe commesse in quella provincia.

Da quella data si era resa irreperibile e nei suoi confronti era stato emesso dalla Procura della Repubblica di Rovigo il provvedimento di carcerazione in questione. Dalle consultazioni in banca dati la predetta aveva circa 70 precedenti dattiloscopici con nomi diversi. Dopo le formalità di rito veniva tradotta presso la casa circondariale di “Verziano” per l’espiazione della pena. In queste ore viene vagliata la posizione dell’uomo mentre l’arrestata sarà indagata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Brescia per aver fornito false generalità.


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