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Desenzano del Garda: indebita erogazione assegni sociali, la Finanza sequestra libretti del risparmio. Due denunciati

mercoledì, 10 febbraio 2016

Desenzano del Garda – Indebita erogazione di assegni sociali: sequestrati due libretti di deposito di risparmio e denunciati due responsabili.

Finanza Tirano 10

I finanzieri della Tenenza di Desenzano del Garda hanno recentemente eseguito un’indagine di polizia giudiziaria che ha portato alla denuncia di due soggetti, rispettivamente, per i reati di “Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato” (art. 316 ter c.p.) e “Ricettazione” (art. 648 c.p.), nonché al sequestro di circa 24mila euro conseguiti mediante l’indebita percezione dell’emolumento assistenziale denominato “assegno sociale”.
Secondo le norme in vigore tale emolumento spetta ai cittadini italiani, comunitari (iscritti all’anagrafe comunale),extracomunitari (titolari di permesso di soggiorno CE per soggiorni di lungo periodo), rifugiati politici ed apolidi che abbiano compiuto il 65° anno di età, siano effettivamente residenti in Italia, abbiano soggiornato legalmente, in via continuativa, dal 1 gennaio 2009, per almeno 10 anni nel territorio dello Stato e rispettino particolari condizioni reddituali personali e del coniuge. Elemento costitutivo del diritto alla prestazione assistenziale è, dunque, la residenza nel nostro Paese, che si perfeziona con la dimora stabile ed abituale, in mancanza della quale il beneficio decade.

I finanzieri, incrociando i dati dei beneficiari dell’assegno sociale presenti nella banca dati “Inps” con quelli censiti all’“Anagrafe Tributaria”, hanno rilevato che un soggetto destinatario dell’emolumento, originario del citato Comune risultava emigrato.

Il soggetto in parola non era più residente nel territorio dello Stato sin dal 1979, poiché trasferitosi in Turchia. La successiva acquisizione presso l’Inps della domanda di attribuzione dell’assegno sociale ha permesso di appurarne la falsità del contenuto relativamente ai dati della residenza.

Infatti, nell’occasione l’indagato aveva dichiarato di essere ancora residente a Desenzano del Garda. Le successive indagini, disposte dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Milano,competente in relazione alla modalità esecutiva del reato, hanno permesso di individuare due libretti di deposito di risparmio nominativi radicati in quel capoluogo: sul primo, intestato all’indagato e alla sorella, confluiva mensilmente l’assegno sociale indebitamente percepito, mentre sul secondo, intestato esclusivamente alla sorella, confluivano le somme prelevate dal primo. Si sono così concretizzate le accuse sul conto del soggetto di cui sopra e della sorella, rispettivamente, per i reati di “Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato” e “Ricettazione”.

A seguire, l’Autorità Giudiziaria di Milano ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza dei due rapporti finanziari ed ha disposto il blocco dell’erogazione dell’assegno sociale.

Il tempestivo intervento dei finanzieri ha consentito di recuperare circa l’85% dell’importo indebitamente conseguito, che assomma complessivamente a circa 28mila.

L’indagato, inoltre, è stato segnalato alla Procura Regionale della Corte dei Conti per la responsabilità amministrativa derivante dal danno erariale provocato.

L’intervento effettuato si inquadra nell’ambito della costante azione del Corpo a tutela della spesa pubblica: l’impiego scorretto di risorse finanziarie che lo Stato stanzia ogni anno per finalità assistenziali e sociali crea iniquità e distorsione delle politiche sociali, con conseguente danno per la collettività.


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