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Contrabbando auto di lusso, la Finanza di Desenzano sequestra Porsche a extracomunitario

lunedì, 9 maggio 2016

Desenzano del Garda – Contrabbando di auto di lusso, blitz e sequestri nel Bresciano. I finanzieri della Tenenza di Desenzano del Garda, in collaborazione con la Polizia Locale, hanno sottoposto a sequestro un’autovettura Porsche Macan-S immatricolata in Serbia ad ottobre dello scorso 2015 perché in circolazione in Italia in “contrabbando”.Tutto ebbe inizio con un controllo della Polizia Locale di Desenzano che, sospettando ci fosse qualcosa di poco chiaro in una Porsche fermata per un normale controllo stradale, chiese al locale comando dellaGuardia di Finanza di intervenire. Gli accertamenti hanno fatto emergere che il proprietario del veicolo aveva acquistato la Porsche dichiarando di essere residente temporaneamente in Serbia (Paese extra UE), e che l’auto sarebbe stata là portata.

Finanza Sondrio sequestro beni

Questo gli aveva consentito di non pagare l’IVA oltre ad ottenere anche uno sconto rispetto al prezzo a cui il medesimo bene viene normalmente venduto in Italia.

Il proprietario della Porsche è risultato non essere iscritto all’anagrafe degli italiani dei residenti all’estero (AIRE), ma di risiedere a Desenzano del Garda con la sua famiglia.  L’auto era stata immatricolata in Serbia, ma vi aveva circolato solo il tempo necessario allo svolgimento delle relative pratiche burocratiche, poi era tornata in Italia e qui era rimasta.

Da qui i problemi per il suo proprietario. Questi infatti vive in Italia e guida un’auto che però è immatricolata in un Paese extra-UE. Al suo rientro in Italia, dopo l’immatricolazione in Serbia, avrebbe dovuto espletare le pratiche doganali relative all’importazione ed assolvere i diritti di confine (IVA e dazi doganali).

Per utilizzare in Italia autoveicoli immatricolati in paesi non ricompresi nel Territorio Doganale Comunitario è infatti necessario rispettare le regole della Convenzione di Istanbul recepite dalla normativa comunitaria. Da qui la confisca da parte dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Ufficio delle Dogane di Brescia, che in qualità di autorità competente, ha accertato che la condotta posta in essere era finalizzata ad aggirare le disposizioni doganali.

Per tali tipi di violazioni è altresì prevista l’irrogazione da parte dell’ l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli di una sanzione amministrativa da 2 a 10 volte i diritti di confine evasi (dazi ed IVA) ma che nel suo importo massimo, in conseguenza dell’entrata in vigore del D lgs 8/2016, non può superare i 50mila euro. In questo caso, pertanto, si va da un minimo di 35.825 euro ad un massimo di 50 mila euro.


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