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Cles: eredità contesa, madre e figlio a processo per aver falsificato il testamento

venerdì, 18 ottobre 2013

Cles – Sarà una perizia disposta dal giudice a chiarire se un testamento è stato falsificato. La vicenda risale ad alcuni mesi fa ed è finita in tribunale a Trento, dopo che i parenti hanno impugnato il testamento. Nei guai è finito un adolescente, accusato di aver falsificato le firme, anzi di averlo scritto di suo pugno, e la madre che avrebbe indotto il figlio a falsificare le firme, con l’obiettivo di impossessarsi di una cifra considerevole: un milione di euro.tribunale-2

DUE PROCESSI 

Il primo è nei confronti del giovane, all’epoca dei fatti 14enne, e il secondo della madre. Il primo è a giudizio al tribunale di minorenni, la seconda – che deve rispondere di favoreggiamento e falsificazione del testamento – davanti al giudice del tribunale di Trento. Parti civili si sono costituiti ben sette tra cugini e cugine che hanno impugnato il testamento della zia, sorella della madre del ragazzo 14enne. Originaria del trentino, viveva a Torino, era vedova ed è deceduta nel 2009. Secondo la famiglia dell’adolescente il testamento depositato presso uno studio notarile della Val di Non è stato scritto dalla zia morta a Torino (viveva sola e non aveva figli) , secondo le sette cugine e cugini sarebbe stato falsificato perché ha lasciato tutto ad una famiglia, quella dell’allora 14enne. Il testamento – e qui sorgono i sospetti dei parenti – erano a senso unico: l’anziana zia aveva lasciato tutta l’eredità, per un valore complessivo di un milione, ad un’unica famiglia, di cui non aveva grandi rapporti.

L’INDAGINE 

Sono iniziati i controlli e sul testamento è stata effettuata una perizia calligrafica. La conclusione: il testamento non solo non era stato scritto di suo pugno, ma sarebbe stato copiato dal figlio, all’epoca 14enne. Una doppia denuncia è stata presentata nei confronti dell’adolescente e della madre. Nei confronti di quest’ultima è statp aperto il processo e il giudice Marco la Ganga ha disposto una perizia. La terza negli ultimi due anni, forse quella che chiarirà il quadro complessivo e potrebbe anche essere decisiva per il processo. Entro 90 giorni il consulente depositerà il responso della perizia, poi il processo entrerà nel vivo.


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