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Chiari, scoperta dalla Finanza frode fiscale da 300 mila euro. Scatta una denuncia

martedì, 8 marzo 2016

Brescia – Scoperta dalla Guardia di Finanza una frode fiscale a Chiari (Brescia). Trecento mila euro di ricavi non dichiarati e la denuncia a piede libero alla Procura della Repubblica di Brescia per omessa dichiarazione: è questo l’esito di un’indagine di polizia tributaria, realizzata dalle Fiamme Gialle di Chiari, nei confronti di una ditta individuale operante in Franciacorta.

Finanza 1

Attraverso gli accertamenti svolti è stata riscontrata una realtà completamente diversa da ciò che appariva. Una società si è rivelata essere una semplice “cartiera”, cioè una struttura deputata solo a “produrre carta (documenti fiscali)” e non a svolgere vera attività imprenditoriale. Più specificatamente a risultare quale apparente datore di lavoro di persone in realtà altrove e sotto la direzione di altri stabilmente impiegate.

Tale “cartiera” veniva utilizzata per la formale assunzione di maestranze,
consentendo all’imprenditore verificato, effettivamente operante sul mercato, di avvalersi della manodopera fornita da questa finta società, con conseguente esonero da ogni  pendenza fiscale e previdenziale connessa all’impiego dei dipendenti. La copertura documentale degli artificiosi rapporti economici veniva poi, sistematicamente, garantita da false fatturazioni incrociate.
L’utilizzo di questa società aveva quindi lo scopo principale di neutralizzare il “cuneo fiscale” del soggetto economico destinatario della verifica fiscale eseguita, che realmente si avvaleva di quella forza lavoro, attraverso il fraudolento spostamento degli  oneri tributari e previdenziali su di una società fittizia, priva di qualsivoglia operatività. La ditta individuale sottoposta ad attività ispettiva usufruiva materialmente della manodopera, non versando alcun tipo di onere fiscale, previdenziale  e assistenziale, il cui adempimento veniva appunto dirottato sulla società “cartiera” che  aveva apparentemente assunto i dipendenti, ma neppure quest’ultima, ovviamente,  pagava nulla all’erario.

Attraverso indebite compensazioni d’imposte e di contributi, il “peso” del carico  tributario, gravante sulla “cartiera”, veniva annullato e quindi, di fatto, spostato sull’erario e  sulle casse degli Enti previdenziali ed assistenziali, in altre parole accollato alla collettività.

E’ evidente come tali condotte producano effetti negativi per l’economia, ostacolino  la normale concorrenza fra le imprese e danneggino le risorse economiche dello Stato, accrescendo il carico fiscale per i cittadini onesti. Per tale ragione la lotta alle frodi fiscali  più gravi rappresenta uno dei principali ambiti operativi della Guardia di Finanza.


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