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Cavalese: rapinarono suora, i carabinieri arrestano i malviventi

venerdì, 8 settembre 2017

Trento – I carabinieri di Trento hanno arrestato gli autori dell’efferata rapina ai danni di una suora avvenuta lo scorso 9 maggio nella zona di Primiero. In manette sono finiti i malviventi, arrestati dai carabinieri della stazione di Cavalese.

carabinieri cavalese predazzo

L’episodio destò grande scalpore in Trentino: Suor Bartolomea che abita nel centro del Trentino in pieno giorno venne aggredita in casa. I dettagli dell’operazione condotta dai carabinieri di Cavalese saranno illustrati oggi presso il comando provinciale dei carabinieri di Trento.

OPERAZIONE BUON CUORE

All’alba di ieri i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia carabinieri di Cavalese e della stazione di Primiero San Martino di Castrozza, su disposizione del  G.I.P. del Tribunale di Trento, Francesco Forlenza, hanno dato esecuzione a due misure di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti dei cittadini Marocchini EL HAMZAOUI Noureddine e di ET TAHIRI Mohammed residenti nel Trevigiano.Trento arrestati

Le complesse attività investigative sono iniziate a seguito della commissione di una  violentissima rapina avvenuta il 9 maggio 2017 nel Comune di Primiero San Martino di Castrozza (Trento), ai danni di un’anziana suora ottantenne, avvenuta con particolare efferatezza e brutalità.

Nell’occasione i due malviventi, suonato il campanello dell’abitazione, facevano irruzione all’interno della stessa scaraventando la donna a terra, colpendola con pugni al capo per poi legarle le mani con delle fascette in plastica ed imbavagliarla con del nastro adesivo, quasi a soffocarla al fine di estorcerle informazioni sulla presenza di denaro e preziosi in casa .

La ricerca di ori e contanti del commando all’interno dell’abitazione, non andava a buon fine per cause non dipendenti dalla loro volontà, in quanto la donna non deteneva alcunché.

Sotto la direzione del Pm  Alessandra Liverani, la stazione carabinieri di Primiero San Martino Castrozza, in stretta sinergia con il Nucleo Operativo della Compagnia di Cavalese, dava immediato inizio ad una penetrante indagine a 360 gradi, che sin da subito si indirizzava su due magrebini notati nella zona, in orario compatibile all’evento delittuoso.

In tal senso venivano avviate prolungate attività sia tecniche e sia di pedinamento idonee al monitoraggio dei predetti che, incrociate ai risultati di una laboriosa analisi dei dati dal traffico telefonico intercorso sui ponti ripetitori, incrociando le diverse celle della stessa rete telefonica,  consentiva di tracciare nel dettaglio la partenza dal Trevigiano del duo criminale alla volta del Primiero, la permanenza sui luoghi del reato in piena coerenza temporale con la rapina, nonché il precipitoso rientro in Veneto dei malviventi.

La minuziosa opera degli inquirenti, ha inoltre consentito di certificare come in passato uno degli indagati si era più volte presentato dall’anziana per vendere delle scope a ”porta a porta”, circostanze che hanno permesso ai criminali di verificare la bontà del bersaglio prescelto, ovvero un anziana ottantenne che viveva da sola perciò facilmente aggredibile.

Lo sviluppo delle investigazioni, ha disvelato una tanto  inumana quanto  subdola malvagità degli arrestati che, in un primo momento hanno catturato la fiducia dell’anziana millantando allucinanti disgrazie famigliari e gravi malattie suscitando un sentimento di compassione e, una volta entrati in confidenza, facevano irruzione all’interno della sua abitazione rapinandola con efferata brutalità e violenza.

Gli incontrovertibili elementi di carattere probatorio raccolti dagli inquirenti, mettevano nelle condizioni il Sostituto Procuratore della Repubblica, Alessandra Liverani, di delineare un dettagliato quadro probatorio, avvallato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trento, Francesco Forlenza, che emetteva le due ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei citati Magrebini, e del terzo soggetto ancora non identificato.

Le operazioni di cattura dei rapinatori, si sono svolte nella Provincia di Treviso dove gli investigatori Fiemmesi e del Primiero attraverso un’articolata attività di localizzazione, hanno individuato e tratto in arresto pericolosi malviventi.


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