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Cavalese, badante infedele arrestato dai carabinieri

giovedì, 9 agosto 2018

Cavalese – I carabinieri di Cavalese (Trento) hanno arrestato badante infedele. I militari di Cavalese hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del tribunale di Trento, su richiesta del Pm Carmine Russo, nei confronti di un uomo, quarantasettenne, di origini laziali, da anni residente in Val di Fiemme.carabinieri cavalese predazzo

L’uomo, M.M. 47 anni, già denunciato dai militari a fine luglio al termine di minuziose e precise indagini di polizia giudiziaria che, svolte subito dopo l’acquisizione della denuncia da parte di un anziano disabile  residente in Carano (Trento), avevano consentito agli inquirenti di accertare i numerosi e continui casi di ammanco di denaro dal conto corrente della vittima, alla quale era stata sottratta la carta di credito, per effettuare acquisti in internet ed eseguire vari prelievi allo sportello bancomat.

I sospetti dei militari venivano fin da subito rivolti verso la persona arrestata, la quale risultava legata da diverso tempo all’anziano per un rapporto professionale di assistenza a domicilio dovuto alla sua professione di operatore socio sanitario per conto di una locale cooperativa.

I riscontri probatori ottenuti nel corso delle indagini, in particolare quelli derivanti dall’esame dell’estratto conto della vittima, dalle riprese delle telecamere di videosorveglianza che avevano immortalato l’indagato all’atto dei vari prelievi presso gli sportelli bancomat nonché dal rinvenimento in seguito a perquisizione domiciliare di vari gli oggetti e beni acquistati on line su noti siti commerciali, tutti a mezzo della carta di credito sottratta alla persona assistita, hanno consentito in modo certo di attribuire la piena responsabilità penale del soggetto per i reati di furto aggravato ed indebito utilizzo di carta di credito, ed ottenere dalla A.G. di Trento l’emissione dell’attuale provvedimento restrittivo.

L’uomo, su decisione del Gip, è stato collocato agli arresti domiciliari presso la sua abitazione e contestualmente sottoposto al sequestro preventivo dei beni acquistati e del denaro sottratto che risulta ammontare a circa 3.900 euro.


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