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Cavalese, avaria dell’elisoccorso e parto con solo ostetrica. Polemica sui servizi sanitari

mercoledì, 24 febbraio 2016

Cavalese – Bimbo nasce a Cavalese con la sola ostetrica, il presidente della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme Giovanni Zanon chiede chiarimenti all’azienda sanitaria.elisoccorso a Edolo 1

Giovanni Zanon chiede chiarimenti su quanto accaduto all’elicottero che avrebbe dovuto trasportare da Cavalese all’ospedale Santa Chiara una donna di Tesero in pieno travaglio. Erano quasi le 22 e, come accade dallo scorso 25 novembre in orario serale e notturno, in reparto non c’era il ginecologo: la donna avrebbe quindi dovuto essere trasferita a Trento per un parto in sicurezza.

Forse a causa di un’avaria all’elicottero, quando l’equipe sanitaria è giunta in Valle di Fiemme il bambino era già venuto alla luce, con l’assistenza della sola ostetrica.

«Questo episodio, in un momento estremamente delicato di riorganizzazione ospedaliera, sta destando ulteriore grande preoccupazione e pone dei seri dubbi sulla effettiva sicurezza del sistema alternativo», ha scritto il presidente della Comunità Territoriale della Valle di Fiemme in una lettera inviata al direttore generale e al direttore sanitario dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari e al direttore medico dell’ospedale di Cavalese.

Una lettera che chiede chiarimenti urgenti sull’episodio: «Quanto accaduto, che fortunatamente non ha avuto esiti tragici, deve far riflettere sulla sicurezza del sistema e impone una urgente riflessione e rimodulazione dell’organizzazione ospedaliera. Anche se è già stato più volte dichiarato, è necessario con urgenza ritornare ad avere la piena funzionalità, innanzitutto dell’unità operativa di anestesia, che solo la figura del direttore di U.O. può dare a tutta la collettività ma soprattutto ai propri collaboratori e a tutta la struttura ospedaliera».

«Non è sufficiente – conclude Zanon – bandire i concorsi, è necessario cercare, come peraltro è stato fatto in passato, dei professionisti con grande competenza e autonomia lavorativa. Solo questo, specialmente per due branche delicate come l’anestesia e ginecologia/ostetricia, riuscirà a costruire quel clima di fiducia e a far crescere professionalità».


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