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Carte clonate nel Bresciano, due romeni smascherati da Guardia di Finanza e carabinieri

martedì, 7 ottobre 2014

Brescia – Nei guai per aver clonato 60 carte di credito. I militari della Guardia di Finanza del Nucleo di Polizia Tributaria di Brescia e del Comando Stazione Carabinieri di Cologne (Brescia), coordinati dal dottor Sandro Raimondi, Procuratore aggiunto, al termine di un’articolata attività investigativa, hanno eseguito due ordinanze di custodia cautelare emesse dal tribunale di Brescia nei confronti di due cittadini romeni, C.L.G e D.D. rispettivamente di 38 e 37 anni, il primo ai domiciliari il secondo in carcere, dimoranti in provincia di Milano.

Le indagini sono state avviate nel mese di febbraio 2014 dai militari della stazione di Cologne, insospettiti dalle numerose giocate effettuate dai due cittadini romeni presso alcune sale da gioco della Franciacorta. I successivi accertamenti, effettuati in sinergia con la Guardia di Finanza di Brescia, consentivano di constatare che quelle giocate erano effettuate con cloni di carte di credito dei circuiti VISA e MASTERCARD; non solo, gli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria accertavano che con gli stessi cloni i due si erano dedicati allo “shopping” e a cene di lusso, tutto a discapito degli ignari titolari delle carte di credito.

A seguito di mirate perquisizioni, anche informatiche, venivano individuati 60 cloni di carte VISA e MASTERCARD, abilmente celati sia in alcuni supporti magnetici sia in file nascosti in un tablet in possesso di un 37enne, rinvenutGuardia di Finanza e carabinieri di Trentoi all’esito di una minuziosa analisi effettuata dal personale specializzato del Nucleo di Polizia Tributaria di Brescia.

Anche la cattura di D.D., non nuovo ai reati contestati dal Tribunale di Brescia e in Italia senza fissa dimora, è stata preceduta da una scrupolosa attività d’intelligence messa in atto dai finanzieri e dagli uomini dell’Arma, che lo hanno rintracciato a casa di una connazionale a Trezzo sull’Adda (Milano).  I reati contestati sono la ricettazione (art. 648 c.p.) e l’indebito utilizzo di carte di credito (art. 55, comma 9, del d.lgs. 231/2007): sono stati sequestrati un tablet e due personal computer. Il profitto del reato perpetrato tramite gli indebiti utilizzi ammonta approssimativamente a 15mila euro.


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