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Carpenedolo, due arresti dei carabinieri per sfruttamento del lavoro nero

mercoledì, 6 dicembre 2017

Carpenedolo – I carabinieri della stazione di Carpenedolo, unitamente ai militari del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Brescia, hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Brescia su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di un 56enne italiano e un 42enne pachistano, residenti a Montichiari, ritenuti responsabili di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro.

carabinieri large

L’ordinanza è l’esito delle accurate indagini condotte dai militari sotto la costante direzione della Procura della Repubblica di Brescia. Nel corso dei controlli ad una delle strutture di accoglienza, alcuni cittadini extracomunitari richiedenti asilo avevano dichiarato di lavorare presso aziende varie della bassa Bresciana. I carabinieri della stazione, in collaborazione con il Nucleo Ispettorato del Lavoro di Brescia, hanno pertanto effettuato vari controlli presso le aziende indicate. In una di queste, una volta effettuato l’accesso, i militari notavano tre soggetti dileguarsi sul retro. Le irregolarità amministrative riscontrate nel corso dell’ispezione e le risposte elusive rese dal titolare dell’azienda in esame, unite all’atteggiamento di sudditanza colto tra gli operai presenti, hanno dato il via ad una serie ulteriori acquisizioni di notizie ed elementi che hanno fatto emergere una situazione di sfruttamento e caporalato aggravato.

Il pakistano si occupava di individuare e reclutare la manovalanza tra soggetti extracomunitari in difficoltà mentre il titolare della ditta offriva loro un’occupazione per la quale – non sempre – pagava un corrispettivo di circa 3,50 euro all’ora. Massacranti i turni di lavoro: 10 ore giornaliere per sei giorni; non contemplate le ferie e i riposi festivi infrasettimanali.

Complessivamente recuperati dal Nucleo Ispettorato del Lavoro di Brescia 40mila euro circa (derivanti dallo sgravio previsto nell’ultima finanziaria) ed elevate contravvenzioni per un ammontare di 32mila euro circa.



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